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Cafebabel: se gli Andropov e i Černenko nostrani la leggessero l’Europa sarebbe diversa…

Da Pinobruno

Se gli Andropov  e i Černenko  nostrani leggessero Cafebabel, scoprirebbero che un altro mondo, un’altra Europa, un’altra Italia, non solo sono possibili, ma esistono. Cafebabel  è un magazine europeo attivo da dieci anni sul web. Parla francese, inglese, polacco, spagnolo, tedesco e italiano. E’ un tuffo di vitalità e giovinezza che stride con il vecchiume imperante nel (non a caso) vecchio continente e, soprattutto, in Italia.

Cafebabel: se gli Andropov e i Černenko nostrani la leggessero l’Europa sarebbe diversa…

 

Nel 2001 Cafebabel  fu l’intuizione di un gruppo di studenti Erasmus della facoltà di Scienze politiche di Strasburgo. Parla di un’Europa che nei giornali e nelle tivù non c’è, quella della la prima generazione di europei senza frontiere, poliglotta, nata con internet. Nel magazine non sventola la bandiera europea e non si analizzano le direttive di Bruxelles. Nel caffe più europeo della rete, le lingue si mescolano e si plasma la generazione continentale: società, cultura, stili di vita, reportage, gallerie fotografiche.

Associazione senza scopo di lucro, Cafebabel vive grazie a una rete unica di autori, blogger e traduttori, tutti volontari, presenti in più di venti città europee, coordinati da una redazione di professionisti a Parigi.

Cafebabel: se gli Andropov e i Černenko nostrani la leggessero l’Europa sarebbe diversa…

 

Il magazine è stato capofila di una nuova generazione di media continentali: Euradionantes, Europocket TV, Europe&Me , Les Euros du village.

Ciascuno con la propria specificità e supporti diversi (web, carta stampata, radio e tv), questi media parlano di Europa nei modi più originali e disparati.

Generazione precaria, però sempre connessa, confusa e virtuale. Generazione X, anzi Y. E’ la nostra generazione, ma la conosciamo ben poco. I nostri genitori invece ci conoscono bene e sanno come definirci. Ai loro tempi c’erano il comunismo, i drogati e i figli di papà, tutti ricordi che affiorano nei film che abbiamo passato in rassegna. Il cinema di oggi ci descrive come quelli dell’Erasmus, dei social network e dei voli low-cost…Ma anche degli stage a vita. Julien Bayou, co-fondatore di “Génération Précaire” e emblema di una gioventù in difficoltà ci invita a lottare per ottenere i nostri diritti in una società che non ci capisce. In occasione del suo decimo compleannno, cafebabel.com fa il ritratto della nostra generazione”.

Chi ha detto che l’Europa si annoia, oppure debba essere rappresentata soltanto dagli Andropov e Černenko che la governano?

 

(Fonti: Ansa, Cafebabel)


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