Cagliari, IdV: PD e PDL continuano a difendere i privilegi di casta?

Creato il 20 marzo 2013 da Yellowflate @yellowflate

 «Il vergognoso teatrino messo in scena ieri al Consiglio comunale di Cagliari ha dimostrato che Partito democratico e PdL non perdono l’occasione ad ogni livello per manifestare il loro ostinato rifiuto ad abbandonare i privilegi di Casta. I consiglieri comunali dovrebbero essere in Aula il più possibile e non il tempo strettamente necessario per prendere un gettone di presenza, ma ieri per una manciata euro è stato svilito il principio secondo cui la politica deve essere un servizio per i cittadini, in antistorica controtendenza rispetto alle recentissime dichiarazioni dei presidenti della Camera e del Senato che hanno annunciato di voler tagliare del 30% i propri emolumenti in vista del dimezzamento dei costi della politica». Lo affermano in una nota congiunta il segretario regionale dell’Italia dei Valori Federico Palomba, il coordinatore provinciale di Cagliari Franco Latti e il coordinatore cittadino Riccardo Schirò dopo la bocciatura dell’emendamento del capogruppo Idv Giovanni Dore al nuovo regolamento del Consiglio comunale di Cagliari, sostenuto esclusivamente dal consigliere Idv Ferdinando Secchi e dal consigliere Paolo Casu.

«L’ostracismo contro l’emendamento dell’Italia dei Valori che ripristinava la necessità di partecipare almeno a due terzi delle sedute per garantirsi il gettone di presenza è la dimostrazione lampante di quanto poco la classe dirigente cagliaritana abbia colto il segnale lanciato dai cittadini nella scorsa tornata elettorale. Il regolamento approvato ieri consente infatti ai consiglieri di partecipare solo a metà della seduta per potere intascare il gettone. Tenuto conto che le interrogazioni sono considerate fuori dall’orario conteggiato ai fini della durata della seduta riteniamo che il tempo dedicato alla cura degli interessi della città sia troppo poco. Certo – proseguono Palomba, Latti e Schirò – gli sprechi della politica non sono rappresentati dai gettoni dei consiglieri comunali ma riteniamo che al ogni livello, soprattutto in questo delicatissimo momento, la politica debba dare ai cittadini un segnale di serietà e non di disimpegno come è avvenuto in questo caso. «Per questo motivo – affermano i dirigenti Idv – siamo concordi con il sindaco Massimo Zedda nel manifestare la nostra profonda delusione per questo episodio, pur ribadendo, come è stato evidenziato ieri in Aula dal consigliere Secchi, la lealtà di Idv alla maggioranza di centrosinistra che governa la città di Cagliari.


Purtroppo – proseguono i dirigenti dell’Idv – tali atteggiamenti, da noi sistematicamente condannati, non sono una novità in Sardegna, come dimostra il voto bipartisan in cui lo scorso anno nottetempo i consiglieri regionali hanno ripristinato alla chetichella i loro stipendi infischiandosene di un referendum plebiscitario. Auspichiamo viceversa che il Consiglio regionale della Sardegna segua l’ottimo esempio dei presidenti Boldrini e Grasso, magari prendendo in esame le proposte di legge di iniziativa popolare presentate da Idv per il taglio dei costi della politica sarda. Italia dei Valori – concludono i vertici dipietristi – rifiuta in ogni caso il doppiopesismo del segretario del Pd Bersani che, dopo aver accusato di demagogia Di Pietro, ora cavalca la battaglia dell’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti. Per questo chiediamo al Partito democratico, ad ogni livello istituzionale, comportamenti più coerenti. Quanto al Pdl, i risultati scarsissimi ottenuti dalla Giunta regionale parlano da soli: per quanto è stato fatto sarebbe opportuno che i rappresentanti del centrodestra non partecipassero neppure a mezza seduta del Consiglio comunale».


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