Caliloffication – 1

Creato il 06 giugno 2011 da Loffio

Scrivo queste righe che sono le cinque di mattina, o forse le sei. Non che voglia tenere un diario della mia trasferta, ma l’ennesimo camion dei pompieri mi ha strappato dalle poche ore di sonno che il jet lag mi aveva concesso, nonostante la birra, quindi tanto vale occupare il tempo che mi separa dalla conferenza Microsoft, che aprirà le danze a questo E3,

Los Angeles fa schifo come immaginavo, da piccolo la ricordavo come una distesa ininterrotta di case basse e strade polverose, nulla è cambiato, dall’altro sembra la piana fiorentina, solo grande cinque volte tanto.

Il tizio da cui prenotiamo le bici mi chiede un documento, guarda curioso la carta d’identità italiana e poi sbotta a ridere “Hello Fantastic Fantoni!” per poi chiedermi che bici voglio. Ecco, se Los Angeles fa schifo, i locali sono decisamente più piacevoli, ti basta fare un giro in bici da Los Angeles a Santa Monica per capirlo. Il californiano medio fondamentalmente non è mai uscito dagli anni ’70. Mai. Sono gente alla mano, e li trovi ancora lì che suonano la chitarra vestiti da reduci, che ti propongono un assaggio di canapa o che ti chiedono dei soldi per i poveri. Sono pulciosi nell’anima, lo rimangono anche quando si mettono il vestito buono e si bevono un frappuccino nei quartieri residenziali, si capisce lontano un miglio che vorrebbero essere a meditare per la pace del mondo nel deserto dietro le colline (o, come Hank Moody, a scoparsi una delle centinaia di bionde finte che trovi per strada).

C’è qualcosa di estremamente decadente in tutto ciò, in questo perenne mercatino delle pulci. Tolti i quartieri brutti, tipo Inglewood, dove sembra di essere a GTA San Andreas, il resto di Los Angeles vive in uno strano torpore, saranno le case basse, che non ispirano la dinamicità dei centri urbani moderni, sarà il clima perennemente e fiaccamente caldo/nuvolo, sarà che ai californiani piace recitare il ruolo che il cinema e la tv gli hanno attribuito, ma qua sembrano tutti aspettare il ritorno della beat generation come se fosse cosa certa.

E ora scusate, ma sta per cominciare la festa.


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