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Calisto Tanzi e la Parmalat, una storia di impunità e regole mancate

Da Robertopesce

Calisto Tanzi e la Parmalat, una storia di impunità e regole mancateDa quando conduco il corso INVESTIRE IN AZIONI E ETF (POSITION TRADING)prossima edizione sabato 26 febbraio a Reggio Emilia, ULTIMI POSTI DISPONIBILI -  prima ancora di insegnare ai miei allievi come riconoscere i trend, come trovare le azioni valide su cui investire, come gestire gli stop loss e tutto il resto del know-how che gli permetterà di trarre lucrosi profitti dai mercati finanziari per molti anni a venire, una delle prime informazioni preliminari che fornisco riguarda i mercati su cui investire e fare trading.

Di fatto, questa è una cosa un pò sorprendente per molti perchè sembrerebbe un passaggio logico che, essendo noi italiani, si decida di investire e fare trading sul mercato azionario italiano. Pur essendo questo assolutamente fattibile, ciò che invece spiego loro è che ha invece assolutamente senso prendere in considerazione l’idea di lasciar perdere la borsa italiana e di selezionare invece quella USA alla ricerca di maggiori guadagni da un lato e minori rischi dall’altro.

Tra i vari elementi che porto a supporto di questa mia affermazione ha una certa importanza la differente regolazione giudiziaria che hanno i due mercati in relazioni alle leggi USA e italiane e alle rispettive commissioni di controllo, la SEC per quanto riguarda Wall Street e la CONSOB per le vicende di casa nostra.

In particolare, la disciplina dei mercati USA rispecchia in pieno la differente politica legislativa che distingue gli USA rispetto al nostro paese: meno leggi e leggine ma più rigorose, più semplicità per chi vuole operare ma grande severità con chi viola le regole.

Fa specie quanto successo alcuni anni fa negli USA con i “CRAC” e i relativi scandali per le multinazionali Enron e Worldcom che, improvvisamente scoperte con i bilanci truccati e le casse vuote, fallirono in quattro e quattr’otto e di conseguenza trascinarono nel baratro tutti i risparmi di coloro che ne avevano acquistato azioni e obbligazioni.

La reazione del governo USA e della SEC fu rapida e durissima: processo per direttissima e condanne immediate e pesanti per tutti gli amministratori delle due aziende, messa in stato di accusa della Arthur Andersen (la società che ne certificava i bilanci) che fu obbligata a chiudere i battenti, successivo inasprimento delle regole per impedire che il caso si potesse ripetere.

Anche noi abbiamo avuto qualche tempo dopo i nostri “CRAC” a causa di bilanci eccessivamente creativi e ladrocini di vario genere e guarda caso i due più importanti hanno riguardato anche personaggi noti e assolutamente ben introdotti negli ambienti che contan

Calisto Tanzi e la Parmalat, una storia di impunità e regole mancate
o così come in quel tragico calderone di porcate, furbizie, imbrogli e idiozie varie che è il mondo del calcio. Sto parlando, probabilmente te ne ricorderai, dei casi Cirio - Sergio Cragnotti (patron della Lazio) e, soprattutto, del macroscopico buco e falso in bilancio di Calisto Tanzi con la Parmalat (e il Parma Calcio).

Beh, diciamo che il caso Parmalat ci fa capire una volta di più come il funzionamento giuridico di USA e Italia e dei rispettivi mercati finanziari sia un tantino diverso.

Da loro, a seguito dei casi Enron e Worldcom hanno inasprito le regole, da noi nel frattempo abbiamo …depenalizzato il falso in bilancio (sigh …) !! D’altra parte, si sa che da noi le leggi e le regole sono tantissime ma poi si trova sempre il modo per metterci d’accordo…

Tornando al caso Parmalat e al rigore che punisce i grandi imbroglioni di casa nostra, lo scorso 9 dicembre 2010, a 7 anni dal crac del 2004 e a quasi 3 anni dall’inizio del processo, il buon Calisto Tanzi è stato finalmente condannato per bancarotta fraudolenta a 18 anni di carcere a fronte del buco da 14 miliardi di euro (!) da lui generato e degli oltre 34.000 risparmiatori gettati sul lastrico (articolo completo fonte Sole 24 Ore).

Insomma, sembrava che Tanzi dovesse finalmente lasciare la propria sontuosa villa di Collecchio in cui fino a quel momento era confi

Calisto Tanzi e la Parmalat, una storia di impunità e regole mancate
nato agli arresti domiciliari, dico sembrava perchè, giusto per rimanere coerente con la politica nostrana del “volemose bene” , l’ultimo aggiornamento della vicenda riguarda l’annullamento della disposizione da parte della Cassazione.

Nulla di fatto quindi, abbiamo scherzato, dobbiamo riparlarne ancora e il nostro eroe se ne torna a casuccia ai domiciliari visto che sembra non sussistere il rischio di fuga (articolo completo fonte La Stampa).

Che dire ancora su queste vicende e sugli italici costumi se non che sembrano fatte apposta per incoraggiare i super furboni a continuare nei loro maneggi tranquilli del fatto che tanto una certa qual forma di impunità comunque riusciranno sempre a garantirsela?

Certo, le azioni e le aziende italiane non saranno tutte delle Parmalat e delle Cirio ma, fino a quando non ci sarà un mercato ampio, liquido e regolato come si deve, Piazza Affari i miei sudati risparmi continuerà a scordarsi di poterli rivedere.

Roberto Pesce

 


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