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CAN 2017: Le semifinali

Creato il 01 febbraio 2017 da Calcioromantico @CalcioRomantico

Semifinali
Burkina Faso- Egitto
Camerun-Ghana

Libreville, 01/02/2017
BURKINA FASO – EGITTO 1-1 dts, 3-4 ai rig.
M. Salah (E) 65′- Bancé (BF) 73′; Rigori (E-BF): El Said, parato; A. Traoré, gol; Sobhi, gol; Diawara, gol; Elmohamady, gol; Yago, gol; M. Salah, gol; Koffi, parato; Warda, gol; B. Traoré, parato

[federico]
E alla fine ha vinto l’Egitto ai rigori, grazie alle parate dell’ormai leggendario 44enne El Hadary, probabilmente destinato al titolo di miglior giocatore del torneo. La squadra più esperta, col portiere più esperto, si potrebbe dire. Ma l’harakiri sportivo commesso dai burkinabé nei tiri dal dischetto è così pittoresco che val la pena di raccontarlo subito. Il primo a calciare è l’egiziano El Said e il giovane Koffi para. Seguono sei reti, tre per parte, anche se già la scelta del Burkina Faso di far tirare il terzo penalty al laterale destro Yago è un po’ inattesa. Evidentemente l’allenatore Paulo Duarte deve aver detto sul serio la famosa frase “tira chi se la sente” e per questo, invece di Nakoulma o di Kabouré, per il quarto rigore burkinabé si presenta Koffi. El Hadary sorride sotto i baffi e con un balzo sulla sua sinistra respinge il tiro del suo ventenne collega. La parata subita disorienta Koffi che tornato dall’altra parte non vede proprio il tiro di Warda. Così, per il decimo rigore, sul risultato di 4-3 per l’Egitto, si presenta Bertrand Traoré, ma la sua faccia fa già capire che deve aver mentito dicendo che se la sentiva. Occhi bassi e portiere che para, un finale visto tante volte e che questa volta è valso una qualificazione alla finale della XXXI Coppa d’Africa per la Nazionale che per quanto visto sul campo meritava meno.

Adesso, però, avvolgiamo il nastro e vediamo cosa hanno offerto i restanti 120 minuti, ché almeno i due bei gol sono da raccontare. Il primo tempo è di chiara marca burkinabé, gli stalloni tengono palla, tirano spesso in porta e difettano solo per la non eccessiva pericolosità dei tiri. L’Egitto di Cuper, invece, ha una manovra poco fluida e a volte va di lanci lunghi, un controsenso se si pensa alle qualità dei singoli -vedi Salah-, un po’ meno se si pensa alle attitudini delle squadre dell’ex allenatore di Maiorca, Inter e Valencia. Touré Blati scalda le mani di El Hadary al 4′ con un tiro da fuori, poi all’8′ una bella azione che coinvolge Bertrand Traoré e Nakoulma e in cui la palla si muove velocemente da destra a sinistra del fronte d’attacco, vede dapprima una respinta frettolosa di El Hadary e poi una risposta dello stesso portiere egiziano su conclusione di Touré Blati, Il Trézéguet dei faraoni fa venire i brividi a Koffi con un destro a giro che finisce al lato al 17′, a seguire una bella “chilena” di Bancé al 25′ finisce alta. L’acrobazia dell’ossigenato attaccante giramondo -oggi di nuovo titolare dopo il gol spaccarisultato con la Tunisia- spinge i commentatori spagnoli di Eurosport a notare che in caso di gol sarebbe stata festa nazionale.
Nella seconda metà del tempo altri tiri del Burkina Faso verso la porta egiziana finiscono preda di El Hadary senza troppa fatica e così l’occasione più pericolosa è quella di Kharaba che con un tiro da fuori non particolarmente pretenzioso mette il portiere degli stalloni Koffi in grandi ambasce. La papera, però, non si concretizza e per la quarta volta su cinque match a eliminazione diretta finora disputati, il primo tempo si chiude a reti inviolate

La ripresa non mostra particolari differenze, anche se col passare del tempo i burkinabé perdono freschezza atletica. Si inizia con una punizione di Bertrand Traoré, El Hadary in maniera scomposta mette in angolo. Il 44enne dà indizi di precaria forma fisica, ma stringe i denti e, quando po’, si prende qualche pausa perdendo tempo.
Poi al 65′ all’improvviso Mohamed Salah. L’Egitto per la prima volta riesce per più di un minuto a tenere palla, sale persino il terzino Elmohamady pur con molta difficoltà, gli stalloni lasciano fare e una sponda di Kharaba consente a Salah di tirare di sinistro dal limite. Tiro potente e imparabile, Egitto in vantaggio a sorpresa e senza molto merito. Sembra fatta, ma al 73′ altrettanto inatteso ecco arrivare il pareggio. Kabouré, smarcato da un bel tacco di Yago, crossa morbido dalla destra, Bancé stoppa e senza far cadere la palla gira a rete, impedendo l’intervento di Ibrahim Salah e Elmohamady. El Hadary non può farci nulla e per la prima volta da inizio torneo recupera la palla dalla sua porta. Gli stalloni sembrano crederci, tornano ad attaccare e soprattutto col neo entrato Diawara impegnano El Hadary, che sul tentativo di pallonetto si rifugia in angolo. Il fischio dell’arbitro senegalese Malang Diedhiou impone i supplementari, in cui succede poco. Si fa notare l’egiziano Ramadan Sobhi dello Stoke City per qualche accelerazione e qualche uomo saltato, cosa finora sconosciuta per il gioco dei faraoni. Fanno arrabbiare Nakoulma e Bertrand Traoré che non cercano il tiro da lontano come dovrebbero e così si arriva ai rigori per l’epilogo già raccontato.
Che dire in conclusione: l’Egitto dal 2004 non perde una partita in una fase finale della Coppa d’Africa ed è adesso a un passo dal suo ottavo successo. La squadra di Cuper è favorita, ma se continua a giocare sottoritmo e, soprattutto, se in finale trova l’altrettanto anestetico Ghana di Abraham Grant, la speranza che nell’ultimo atto della coppa si segni più di un gol è davvero poca. Del resto l’ultima volta che questo è accaduto è stato nel 2004, Tunisia-Marocco 2-1, e da allora sono passate sei finali, tre finite 1-0 e altrettante finite 0-0 e poi decise ai rigori.

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