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Canada, il nuovo “West” che ha voglia di farsi conquistare dal Made in Varese

Creato il 20 luglio 2017 da Stivalepensante @StivalePensante

Nicola Capomasi ha 42 anni. Ne aveva 34 quando, in occasione dei mondiali di ciclismo del 2008, ripulì Varese dai graffiti per mostrare al mondo l'immagine di una città bella, ordinata. Giardino. Capomasi, originario di Padova ma legatissimo al Varesotto, ha una professionalità che l'ha portato lontano: è un restauratore bravo, con un curriculum di interventi lungo quanto lo stivale. Anzi, di più: suo, infatti, è uno dei più recenti interventi di ripulitura della Torre Eiffel. Aveva 120 dipendenti e una famiglia, in Italia, prima di scegliere di cambiare vita.

Da tre anni, Capomasi abita in Canada, il "nuovo West", la prateria ricca che vuol farsi conquistare da competenze, come la sua, che nell'altra America sono ricercate come l'oro del Klondike. Tanto è vero che oggi, a tre anni dal primo sbarco a Toronto, Capomasi s'è aggiudicato - unico partecipante - la gara d'appalto per la ristrutturazione interna ed esterna del Parlamento canadese. "Cercavano un intervento di altissima qualità e nessuno, ad eccezione nostra, era in grado di offrirla".

Capomasi è uno dei tanti imprenditori che, negli anni, ha scelto di salutare il Bel Paese per portare il ricercatissimo made in Italy in Canada. Oggi, oltreoceano, i connazionali sono un milione e mezzo. Cinquecentomila solo a Toronto. Sono loro, insieme al nuovo accordo economico e commerciale globale (Ceta) siglato tra Europa e Canada, il nuovo ponte del lavoro verso l'altra America. "Perché gli imprenditori italiani vogliono prodotti italiani e professionalità italiane, e perché il Canada ha bisogno del know how italiano in molti settori". Dal restauro alla meccanica, dal food all'architettura-ingegneria ad alto tasso di ecosostenibilità.

Chi per primo arriverà, meglio riuscirà ad agguantare quel pezzo di "West" economico ancora inesplorato, e ad alto tasso di redditività. Canada, infatti, significa ricchezza, burocrazia snella (un'impresa si apre in un paio d'ore al telefono...), regole certe, rispetto dei diritti dei lavoratori e degli imprenditori, finanziamenti a fondo perduto.

" Il Canada è un Paese amico delle imprese, per questo che Confartigianato ha scelto di puntare su una partnership con la Camera di Commercio italiana dell'Ontario, alla quale ci siamo iscritti, per consentire alle Pmi della provincia di Varese di sfruttare le potenzialità messe in campo dal Ceta " spiega Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese.

Una nuova finestra sull'export che funziona. D'altronde, con la Russia ancora nel pieno della guerra commerciale e diplomatica dichiarata dall'Ue dopo la crisi ucraina, l'America trumpiana sempre più orientata al protezionismo e il Medioriente in costante instabilità, per l'export made in Varese è sempre più urgente l'apertura di nuovi mercati.

E uno, in particolare, ha tutta l'intenzione di giocarsi la partita con il vecchio continente. Si tratta, appunto, del Canada, Paese ricco di materie prime, con elevata propensione agli interscambi commerciali, un Pil che lo posiziona tra le prime dodici potenze mondiali e un tenore di vita superiore a quello degli stessi Stati Uniti.

Il seminario di mercoledì 26 luglio. Di Canada, dell'accordo di libero scambio firmato con l'Ue, che sarà applicato in via provvisoria dal 21 settembre prossimo, dell'iter in corso per l'adozione da parte dei 28 dell'Eurozona (Italia in particolare) e delle opportunità che ne deriveranno per imprese e professionisti si parlerà in occasione del seminario in programma mercoledì 26 luglio 2017 dalle 18 alle 20 nella sala Turri di Confartigianato Imprese Varese (terzo piano della sede di viale Milano, 5). L'obiettivo è quello di consentire a persone e aziende di pianificare, in vista della novità post-festiva, l'eventuale avvicinamento al Canada, con tempi più rapidi rispetto ai competitor. D'altronde Varese è sempre stata, e resta, una provincia di export. Lo dicono i numeri elaborati dall'Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia su dati Istat, che pure devono far riflettere: nel corso del 2016, infatti, le vendite complessive verso l'estero dei prodotti locali hanno registrato una flessione del 9% rispetto al 2015, attestandosi a quota 9,5 miliardi di euro.Una contrazione che ha interessato anche il settore manifatturiero, che pesa per il 99,5% sul totale complessivo, e che - sempre nel 2016 - ha fermato l'asticella delle vendite a 9,4 miliardi di euro, in calo dell'8,9% rispetto all'anno precedente.

Tre colossi che rallentano. Sul totale dei 20 mercati nei quali Varese registra una più alta penetrazione (Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Spagna, Svizzera, Cina, Paesi Bassi, Australia, Polonia, Turchia, Belgio, Romania, Corea del Sud, Israele, Emirati Arabi Uniti, Svezia, Russia, Austria e Repubblica Ceca), a cedere il passo sono stati Emirati Arabi Uniti (-55,9%), Israele (-51,4%), Russia (-28,9%), Paesi Bassi (-20,5%), Stati Uniti (-20,0%), Turchia (18%), Svezia (-15,8%) e Belgio (-10,8%). Tendenze che validano l'importanza di esplorare nuove direttrici espansive, anche in considerazione di un mercato interno in permanente stagnazione. Un'indicazione, in tal senso, arriva dal Country RepTrak 2017, indice che ogni anno prende in considerazione i 55 Paesi con il Pil più alto al mondo e che, quest'anno, ha incoronato il Canada "Paese con la più alta reputazione al mondo", seguito da Svizzera e Svezia (nella top ten, nella quale l'Italia non figura, rientrano anche Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Olanda e Irlanda). In occasione del seminario promosso dall'ufficio internazionalizzazione-AreaBusiness di Confartigianato imprese Varese Pmi e professionisti (architetti, ingegneri, commercialisti ecc.) avranno la possibilità di confrontarsi, a partire da queste e altre cifre, con Corrado Paina, direttore esecutivo dell'Italian Chamber of Commerce of Ontario; Giuseppe Pastorelli, console generale d'Italia a Toronto; Jan Scazighino, Ministro Consigliere dell'Ambasciata del Canada a Roma; Mario Nigro, avvocato dello Studio legale Stikeman Elliott Llp e Vittorio Turinetti di Priero, Lca Studio Legale. Esperti italiani e canadesi per pianificare eventuali attività future con le fondamenta solide e un quarto il più possibile completo.

Tempi e benefici del Ceta. Il Ceta, stando alle previsioni economiche formulate in sede di ratifica dell'accordo con l'Ue (15 febbraio 2017), unirà circa 35 milioni di canadesi con 510 milioni di europei in un unico spazio di libero commercio che prevede, entro sette anni dall'entrata in vigore, l'eliminazione dei dazi doganali sui prodotti industriali e sulla quasi totalità dei prodotti agricoli e alimentari. Il Ceta garantirà, inoltre, una protezione aggiuntiva su 173 prodotti europei (41 italiani) con denominazione di origine controllata oltre che una sorta di "corridoio preferenziale" per l'accesso agli altri mercati del continente, quello degli Usa e quello del Messico.

L'accordo con la Camera di Commercio dell'Ontario. "Confartigianato Imprese Varese ha scelto di investire sull'internazionalizzazione perché è nel mondo che dobbiamo portare il valore della nostra produzione - spiega il presidente Davide Galli - L'orizzonte del Canada per noi è fondamentale, non solo alla luce del Ceta, ma in considerazione degli ottimi rapporti costruiti con la Camera di Commercio italiana dell'Ontario, alla quale Confartigianato Varese ha scelto di aderire ".

Un passaggio che consentirà alle imprese associate, e a quelle che si assoceranno all'associazione di viale Milano, di avere una sorta di "corsia preferenziale" per l'accesso al mercato canadese, anche attraverso l'erogazione di un panel di servizi gestiti dal servizio internazionalizzazione-AreaBusiness.

"Come associazione avremo la possibilità di essere sulla piattaforma della Italian Chambers of Commerce of Ontario, con accesso alle ricerche di mercato e al virtual office, strumento strategico per un "atterraggio morbido" oltreoceano" conferma Matteo Campari, ufficio internazionalizzazione-AreaBusiness che aggiunte: "Imprese e professionisti, sempre attraverso il Ceta, avranno anche la possibilità di sperimentare una forte collaborazione in un'ottica di competitività nell'accesso agli appalti pubblici canadesi, anche a fronte del riconoscimento dei requisiti professionali di architetti, ingegneri e commercialisti".

" I risparmi garantiti dall'eliminazione dei dazi offriranno inoltre alle aziende la possibilità di reinvestire quanto risparmiato nell'assunzione delle professionalità indispensabili per gestire il processo di internazionalizzazione" aggiunge il direttore generale di Confartigianato Imprese Varese, Mauro Colombo.

"Il Canada offre grandi possibilità alle imprese dell'area di Varese in termini di business, export e investimenti - conclude Corrado Paina, direttore esecutivo dell'Italian Chamber of Commerce of Ontario - L'Ontario in particolare sta vivendo un grande momento di espansione e questo Paese, nel suo complesso, è ormai diventato un must per il business development: l'importante, a questo punto, è cogliere subito le opportunità che offre".


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