Canaletto and His Rivals, London The National Gallery

Creato il 19 dicembre 2010 da Nebbiadilondra @nebbiadilondra

Crea virtuosismi sospesi in un’estate perenne per i turisti inglesi che sognano Venezia. Ma non è il solo. A Londra, un viaggio nell’età d’oro del vedutismo veneziano, tra contemporanei e rivali...


Piazza San Marco, il Campanile, la Chiesa della Salute, il Palazzo Ducale: i soggetti prediletti dai vedutisti sono quasi sempre gli stessi. E una mostra di sole vedute avrebbe finito con il trasformarsi in un giro in vaporetto lungo il Canal Grande, che avrebbe annoiato anche i più devoti ammiratori della città lagunare. E allora Charles Beddington, curatore di Canaletto and His Rivals, ha aggirato l’ostacolo esaminando la figura di Giovanni Antonio Canal in rapporto a quella degli artisti che incontra durante la sua lunga carriera: dai precursori Vanvitelli e Carlevarijs ai contemporanei Marieschi e Bellotto, a Guardi che gli sopravvive. E il risultato è uno straordinario viaggio nell’età d’oro del vedutismo veneziano, che esalta la pittura e non solo i luoghi.
La mostra si apre con Il Molo dal Bacino di San Marco (1697) dell’olandese Gaspar van Wittel, la prima veduta di Venezia, nonché la più nota. Ma il giovane Canaletto (che inizia la sua carriera come scenografo e pittore di capricci) è lento a individuare le potenzialità del nuovo genere e continua a dipingere cieli in tempesta e muri scrostati fino a quando, affascinato dalle qualità poetiche della luce del più anziano Luca Carlevarijs, troverà con L’arrivo dell'ambasciatore francese a Venezia (1727) il suo inconfondibile stile.
Ma Canaletto diventa tale solo quando, attorno al 1730, incontra Joseph Smith, mercante, banchiere e console britannico a Venezia, che diventa suo patrono e committente e che lo convince a dipingere opere che rispondano al gusto dei giovanotti inglesi impegnati nel Grand Tour. E allora via i cieli in tempesta e le grandi dimensioni delle prime opere, sostituite da assolati paradisi urbani popolati da dame in parasole e gondolieri in livrea.

Ma un nuovo rivale emerge in quegli anni. Scenografo e incisore, veloce e prolifico, Michele Marieschi produce vedute simili a quelle di Canaletto per un terzo del suo prezzo. Se la prematura morte del rivale lascia di nuovo Canaletto padrone del campo, l’instabilità politica creata in quegli anni dalla Guerra di successione austriaca pone fine al mercato del Grand Tour.
Costretto a cercare nuovi committenti in Inghilterra, Canaletto lascia Venezia nel 1745 nelle capaci mani del nipote Bernardo Bellotto, giovane di straordinario talento che, sin dall’inizio, non esita a utilizzare la sua sensibilità nel reinterpretare i soggetti dipinti dal celebre zio. Ma la sua luce fredda e i colori cupi lo rendono più adatto al clima del Nordeuropa, dove infatti si trasferisce nel 1747 per non tornare mai più.Leggi il resto su Exibart


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