Magazine Cinema

Cannes 67: “Queen and Country” di John Boorman (Quinzaine des Réalisateurs)

Creato il 21 maggio 2014 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

Queen-and-Country-

Anno: 2014

Durata: 115′

Genere: Drammatico

Nazionalità: Irlanda/GB/Romania/Francia

Regia: John Boorman

John Boorman, grande “vecchio” del cinema inglese, che esordì nel 1967 con Point Blank, torna con un film sulla guerra e sulla vita militare; Queen and Country è  raccontato per la prima parte  attraverso la commedia (parodistica, quanto basta) per toccare le punte del dramma, sia dei personaggi, che dell’ Impero britannico della giovane Elisabetta II, che dovrà prendere atto dell’indipendenza delle sue ex-colonie.

Il film racconta la storia di Bill (Callum Turner), un ragazzo di 18 anni che vive con la sua famiglia in un isoletta su un fiume, dal nome evocativo di Sphynx, Sfinge, in attesa (neanche troppo) della chiamata alle armi che lo terrà lontano dall’affetto dei suoi cari per almeno un paio d’anni; siamo al tempo della guerra di Corea, in piena guerra fredda, e il rischio di partire e ritrovarsi a combattere a fianco degli americani contro il regime comunista della Corea del Nord è alto. Bill riesce a scamparla e trova una sistemazione nell’esercito prima come insegnante dattilografo e poi nell’addestramento delle giovani leve in partenza per la guerra. Durante le lezioni traspare la sua visione contro la guerra (in Corea c’è una guerra che si chiama Fredda e anche se sentirete ilfreddo gli americani non vi proteggeranno) e la vita militare.

Attraverso il punto di vista di Bill, Boorman non risparmierà le critiche al patriottismo inglese, alla Corona e alla politica coloniale (in una delle battute del film viene citata la rivolta dei Mau Mau che si combattè in Kenya contro gli inglesi per il raggiungimento dell’indipendenza); l’unico punto debole del film è proprio questo:  il personaggio di Bill addestra i giovani pronti a partire per la guerra ma lui la guerra non l’ha mai fatta e vive ovattato all’interno di un sistema che ripudia ma che al tempo stesso lo sta facendo diventare uomo.

In caserma Bill stringe amicizia con Percy (Caleb Landry Jones); dapprima goliardico e ridanciano, il loro rapporto deve passare attraverso la cattiveria gratuita, l’ottusità e il doppiogiochismo dei colleghi e superiori, per rinsaldarsi, non senza qualche dolore; anche l’iniziazione sentimentale di Bill nei due anni di vita militare è piuttosto ricca, attraversata da figure femminili molto diverse tra loro: Bill è innamorato di Ophelia (Tamsin Egerton), ragazza ricca ed elegante, tormentata e indecisa se lasciare un amante maturo; nel frattempo è insidiato dalla ragazza di Percy, personaggio all’apparenza marginale ma che si fa strada con modi di fare civettuoli e interessati; anche la madre e la sorella di Bill occupano una posizione importante nel suo mondo femminile; la prima, libera, amante dell’avventura e della vita è l’alter ego sia di Ophelia, perché aperta al mondo e alle persone che della fidanzata di Percy, perché agisce senza secondi fini; la seconda, donna matura e posata, aveva vissuto una storia d’amore con un vicino di casa, durante la guerra, e Bill sembra portarsi nel bagaglio di  vita di giovane uomo il fatto di non aver mai perdonato alla madre il unitradimento.

Accolto calorosamente dal pubblico, dopo la proiezione, Boorman presenta la sua “vecchia guardia”, i suoi collaboratori dal 1967 e la giovane generazione di attori che ha diretto nel film e risponde brillantemente alle domande del pubblico che toccano i temi più disparati; c’è chi si complimenta con lui per questo “piccolo capolavoro” -che in effetti rappresenta una sorta di Commedia umana dove sono presenti sentimenti e archetipi che si intrecciano con la stessa forza che li muove nella realtà; e chi gli chiede dell’elemento “acqua”, presente in ogni suo film, sebbene molto diversi l’uno dall’altro, a cui risponde –sorpreso- che ha rischiato di annegare quando aveva 12 anni  mentre nuotava nel fiume e quell’esperienza lo ha da sempre ispirato. Ringrazia per la domanda di stampo politico rivolta da una signora del pubblico, interessata a capire le dinamiche che hanno reso possibile una co-produzione europea (Irlanda, Gran Bretagna, Romania e Francia), auspicando, con le elezioni europee alle porte, esempi del genere anche in altri campi. Boorman spiega che la co-produzione si è resa necessaria per un discorso finanziario; fare un film costa molto e quella di mettere in campo professionalità dei diversi Paesi d’Europa può essere una nuova strada, foriera di nuovi stimoli. L’esperienza di Queen and Country è un risultato importante anche da questo punto di vista.

Anna Quaranta


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :