Capello e la Russia che cambia, almeno nel calcio...

Creato il 19 ottobre 2012 da Matteo
Capello Primo
La nazionale di calcio russa va in vacanza da leader del gruppo F
17.10.2012
Non ricordi neanche subito quando per l'ultima volta i nostri calciatori sono andati alla pausa invernale come migliore squadra non solo per punti raccolti, ma anche per il gioco? Ma questo è successo ancora nel XX secolo. Allora c'erano altri attori, altri registi, altri palloni e scarpe. E altri stipendi. Ma, per esempio, per la formazione sovietica la stessa partecipazione ai campionati del mondo non era affatto un'impresa. I fan russi sognano il campionato mondiale già da dieci anni. Tuttavia questo sogno adesso ha tutte le chance di incarnarsi in realtà. Tutto per opera di Fabio e delle sue cose italiane.
…Eppure sono passati due mesi in tutto da quando Capello ha cambiato il suo permesso di soggiorno londinese con quello moscovita. Alla sua nomina al posto di allenatore della travagliata nazionale russa il 90 per cento degli specialisti e dei tifosi guardava con scetticismo.
Scetticismo numero uno. Dice, il 66enne coach è già vecchiotto per una buona frusta, senza cui i nostri milionari non muovono nemmeno un dito. Come se i pensionati olandesi Hiddink e Advocaat fossero stati più sani e più giovani?
Scetticismo numero due. Al signore interessano i soldi e solo i soldi. Ma Guus Ivanovič [1] e in particolare Dick Nikolaevič, che lasciarono il sazio Belgio [2] per l'affamata e sporca Russia dettero tutti i loro "verdoni" in beneficenza ?
Scetticismo numero tre. I migliori anni del ferreo Fabio, che ha litigato con la federazione calcistica inglese, sono alle sue spalle. Ma paragonate i successi dei tre mostri nel XXI secolo Forse i successi di Capello (tre campionati di fila – due con la Juventus, uno con il Real) sono qualitativamente da meno dei trofei del Piccolo Generale con lo Zenit e di Guus l'Onnipotente con il PSV e la nazionale della Corea del Sud?
In generale, se si lascia da parte il fatto che José Mourinho non verrebbe ad allenare i fratelli Berezuckij [3] neanche per i petrolgasdollari di Fedun [4] e Kerimov [5] e che tra i propri Penati tranne Kobelev [6] e Sluckij [7] i boss della RFS [8] non avevano nulla da proporre ad Aršavin & Co. (per non risvegliare ancora Romancev [9], Gazzaev [10], Jarcev [11] e Sëmin [12]), la mossa di Capello in estate parve se non ottimale, almeno pienamente logica.
L'unico dubbio riguardo alla figura di Fabio stava nel fatto che a livello di squadre nazionali è essenzialmente un novizio. D'altra parte, per percentuale di vittorie ottenute è il tecnico di maggior successo degli inglesi in tutta la loro storia.
…"Ci è necessario far tornare l'amore dei tifosi" – ha detto Capello dopo la firma del contratto e si è rimboccato le maniche. Gli sono bastate un paio di sedute e mezzo tempo di un'amichevole con gli ivoriani per capire: la causa di tutte le ultime disgrazie della piccola allegra compagnia era il glamour e intoccabile Andrej Aršavin. Mangiucchiare patatine e ottenere premi non è faticare in difesa, – ha giudicato saggiamente l'amante dell'opera e della pittura e ha mandato il legionario in licenza senza limiti di tempo. Lo stesso calcio nel sedere ha ricevuto anche Roman Pavljučenko, che Hiddink e Advocaat quasi leccavano. In secondo luogo ha cacciato via gli squali della penna e del microfono, accordandosi per parlare solo nell'ambito delle conferenze stampa. Insieme a questo ha recintato dagli ospiti non invitati anche i suoi nuovi pupilli, a cui adesso è proibito portare mogli, amiche e conoscenti VIP a prendere un tè nell'albergo dov'è acquartierata la nazionale. Giorni di riposo e altre indulgenze sono stati aboliti con mano dura e Fabio senza votazioni ha nominato capitano della banda Igor' Denisov [13]. Dato un giro di vite fuori dal campo, Capello, insieme ai suoi numerosi connazionali-assistenti (di russi nel quartier generale è entrato solo l'allenatore dei portieri Sergej Ovčinnikov), si è messo a re-istruire i pigroni viziati.
"Non sapete attaccare normalmente – vi difenderete normalmente" – questo motto ha proclamato per se il signore per l'insoddisfazione di chi sognava il sistema brasiliano. Devo ammettere che neanch'io ero troppo convinto che i franchi tiratori avessero abbastanza qualità combattive per applicare il catenaccio. Ma Fabio, letteralmente con una mossa della bacchetta magica, ha trasformato dei fumatori di narghilè in sgobboni. In quattro partite Akinfeev [14] non ha quasi sofferto, mantenendo intatta la propria porta senza problemi.
Ma la cosa principale è che con Capello nessuno fa i capricci. Neanche quelli che non sono capitati tra gli undici inclusi nel processo sbadigliano in panchina.
Fabio in otto settimane ha letteralmente assistito a più partite della massima divisione che Guus Hiddink in quattro anni.
E chiama sempre chi è pronto a giocare e ad essere utile in un dato momento e non chi di principio può. Non ha preferiti, ma combattenti. E il dittatore, se la tattica lo richiede, cambia la formazione vincente in quattro e quattr'otto. No, non ha ringiovanito la nazionale, ma ha mosso la palude, tirandone fuori chi è capace di svilupparsi. Guardate Kokorin [15], Kombarov [16], Fajzulin [17], Eščenko [18]. Si forma la percezione che girino da tempo in nazionale. Eppure sono praticamente ancora dei novizi. E già nessuno rimpiange Semšov [19], Zyrjanov [20], Pogrebnjak…
Indubbiamente per giudicare se Capello creerà un motore turbo per il nostro calcio è ancora presto. Non di meno lo score autunnale dell'italiano di prima classe rallegra l'animo come non mai: quattro vittorie in quattro duelli, tra cui una sul poco malleabile Israele a Tel Aviv e sul principale concorrente, il Portogallo. 8 gol segnati, 0 subiti (La Russia è l'unica squadra del Vecchio Mondo che non ha subito gol nelle qualificazioni al Campionato Mondiale-2014). Come risultato – primo posto con un vantaggio di cinque punti sugli israeliani e sull'armata di Cristiano Ronaldo .
Andrej Uspenskij, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/sports/54984.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] A Hiddink, come poi a Advocaat, viene attribuito un patronimico russo immaginario.
[2] Sic.
[3] I gemelli Aleksej Vladimirovič e Vasilij Vladimirovič Berezuckij, difensori del CSKA di Mosca.
[4] Leonid Arnol'dovič Fedun, magnate del petrolio e presidente dello Spartak di Mosca.
[5] Sulejman Abusaidovič Kerimov, ricchissimo imprenditore e presidente dell'Anži di Machačkala.
[6] Andrej Nikolaevič Kobelev, allenatore del Kryl'ja Sovetov (Ali dei Soviet) di Samara, nella Russia centro-meridionale.
[7] Leonid Viktorovič Sluckij, allenatore del CSKA di Mosca.
[8] Rossijskij Futbol'nyj Sojuz(Unione Calcistica Russa), la Federcalcio russa.
[9] Oleg Ivanovič Romancev, consulente dello Spartak, in passato allenatore della nazionale russa.
[10] Valerij Georgievič Gazzaev, presidente dell'Alanija di Vladikavkaz (capitale dell'Ossezia del Nord), vincitore della Coppa UEFA con il CSKA nel 2005 come allenatore.
[11] Georgij Aleksandrovič Jarcev, in passato allenatore della nazionale russa.
[12] Jurij Pavlovič Sëmin, allenatore della Dinamo Kiev di fresco licenziamento.
[13] Igor' Vladimirovič Denisov, difensore dello Zenit di San Pietroburgo.
[14] Igor' Vladimirovič Akinfeev, portiere del CSKA.
[15] Aleksandr Aleksandrovič Kokorin, attaccante della Dinamo di Mosca.
[16] Dmitrij Vladimirovič Kombarov, centrocampista dello Spartak.
[17] Viktor Igorevič Fajzulin, centrocampista dello Zenit.
[18] Andrej Olegovič Eščenko, difensore del Lokomotiv di Mosca.
[19] Igor' Petrovič Semšov, centrocampista della Dinamo.
[20] Konstantin Georgievič Zyrjanov, centrocampista dello Zenit.

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