Magazine Diario personale

Caramelle al bacio!

Creato il 08 marzo 2018 da Sognidirnr

Aula universitaria. Poche sedie vuote, una sessantina di ragazzi e ragazze pigramente prendono appunti. Una sola voce profonda e impostata riempie l’ambiente: il professore spiega la sua lezione. Le enormi finestre affacciano su un cielo grigiastro, si intravedono le prime gocce d’acqua scendere senza convinzione.

Mi brontola lo stomaco e mi ricordo il perché ho sempre odiato le lezioni pericolosamente vicine all’ora di pranzo, quando son ormai passate ben troppe ore dalla colazione! Frugo nella borsa e trovo le mie immancabili caramelle di salvataggio: ne scarto una e l’odore del caffè è subito inconfondibile. La assaporo con trasporto: creano dipendenza queste caramelle alla caffeina, inutile dirlo! Resisto all’impeto di morderla e inizio a gustarla lentamente, per non far rumore.

Ad un certo punto si sente una specie di Smack che vibra nella stanza, un bacio lanciato al vuoto. Taglia l’aria, lo sentono tutti, si sarà sentito fino all’aula XII.

Ebbene sì: mi ci è voluta una frazione di secondo ma poi mi son resa conto che sono stata io! Mi è partito un bacio mentre mi gustavo la miglior caramella della mattinata. D’istinto ho portato la mano alla bocca, volevo ridere ma non potevo. Il prof fa finta di nulla, anche se per un attimo si è distratto guardandosi intorno confuso; qualcuno si volta, io mi sento osservata, mi hanno beccata… Ma faccio la vaga. Rido solo con gli occhi, per non aggiungere altro rumore al frastuono dello schiocco delle mie labbra. La mia amica alza gli occhi al cielo e scuote la testa, leggo il suo labiale “sei peggio di una bambina!”

Ci pensate quanto possa essere rumoroso lo schiocco di un bacio involontario?

Chissà chi ha raggiunto poi; potendo scegliere vi direi anche che a qualcuno lo avrei indirizzato dato che c’ero… Ma questa forse è un’altra storia che vi racconterò poi, forse, chissà.

Direi che, al secondo giorno dalla riapertura del semestre, il mio tentativo di passare inosservata non ha propriamente funzionato. Sentirete ancora parlare di me come quella che di caramelle al caffè ne fece una tecnica di autosabotaggio.

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