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Cari indecisi. Voti clientelari fantastici e come sfruttarli

Creato il 02 dicembre 2016 da Postik @postikitalia

Insisto nel dire che ho pieno rispetto di coloro che in tempi non clientelari hanno già deciso cosa votare, a prescindere dalla posizione presa; ma a due giorni dal voto e a poche ore dal “silenzio elettorale” mi preme rivolgere un contrappello ai “cosiddetti” indecisi.

Carissimi indecisi, non fate come noi, fate valere il vostro peso e … soprattutto, non siate fessi. Voi non vi rendete conto di quale potere avete tra le mani a ridosso del voto … non sprecatelo così. L’enorme macchina del clientelismo è sempre in funzione e non chiude mai i battenti, resta aperta anche più degli uffici comunali.

Fatevi furbi! Mantenete il mistero, costruite incertezza negli animi di coloro che desiderano il vostro voto e tenetelo sulle spine fino alla fine.

Pochi e fondamentali sono gli ingredienti della carognata che vi porterà solo vantaggi: innanzitutto una totale mancanza di idee e principi, in secondo luogo l’italiota propensione a “sistemarsi” a discapito di stupidi e sorpassati principi che si attuano attraverso il potentissimo strumento del voto, e, infine … una abbondante spolveratina di capacità di negoziazione.

In queste ore è il potere ad essere alla vostra mercé e non ricapiterà presto, dunque senza alcuna vergogna – se non per voi stessi – andate negli uffici del clientelismo in massa: bussate alle porte delle Regioni, delle “inesistenti” province, andate tronfi dal vostro sindaco o consigliere comunale di riferimento e con venduta forza barattate il vostro voto. E se proprio volete andare a “botta sicura”, andate dal boss di turno – fatevi furbi -, baciate la mano, anche da dietro le sbarre, e vendete a caro prezzo la vostra già sporca dignità. Non ve ne pentirete! Non vi costerà niente. Si  è fatto sempre così … non volete mica spezzare la disastrosa tradizione della nostra latifondista patria?

Più saprete contrattare e più otterrete, più avanzerete strategici dubbi e perniciose incertezze e più sarete in grado di strappare “favori”.

Mi raccomando, niente facezie! Mica volete vendere il vostro voto per uno schermo piatto o per l’ultimo Iphone? Scherziamo? Ora potete chiedere tutto.

Approfittate per sistemarvi, per sistemare i vostri figli, fratelli, sorelle. Chiedete “il posto di lavoro”, così dimostrerete anche di tenere all’articolo primo della nostra amatissima Costituzione. Alla faccia di chi pensa che non abbiamo a cuore la nostra Carta fondamentale.

Dunque andate in massa, ingolfate tutto! Bloccate gli uffici dei dirigenti, i bugigattoli degli uscieri, mettere in croce i dirigenti sanitari, “introppate” gli uffici delle Asl (tanto sono abituati) e chiedete, chiedete, chiedete. Perché sarete voi a fare la rivoluzione in questo maledettissimo paese!

Sì sarete voi a farla, e senza rendervene conto! Voi porterete il clientelismo al punto rottura, all’esplosione totale!

Più venderete a caro prezzo il vostro voto, quello dei vostri figli da sistemare e delle vostre famiglie da coinvolgere e più l’enorme macchina del clientelismo si ingrosserà, fino a diventare enorme ed esplodere sulle facce da venduti di tutti noi.

Prima o poi vedremo più impiegati al comune che residenti nello stesso, vedremo nelle scuole più assistenti psicologici che alunni, più bidelli che professori, ma non basterà, sarà ancora poco: nelle asl si inventeranno nuove figure: assistente dell’assistente all’assistenza, protocollatore di fogli bianchi, capo spillatore e unico responsabile del mezzo, ritoccatore di lastre (il ritoccatore di Tac ancora meglio, prende più indennità), assistente psicologo per il tragico trauma da unghia incarnita.

Ci saranno soldi, tanti soldi, e mica li vogliamo spendere per migliorare il paese? Ma da dove venite, siete scesi dalla montagna del sapone? No! Dovranno servire per restituire a tutti voi il favore. Quindi niente scuole più efficienti, né sanità veramente pubblica e all’avanguardia! Niente ricerca scientifica e tecnologica con vere prospettive, niente di tutto questo. Voi non lo permetterete!

Tutti i soldini che ci daranno andranno a voi, saranno il vostro meritato stipendio per essere diventati dodicesimo sportellista di riserva alle poste di un comune di 300 anime. Sì, prima o poi, la fila alle poste non la faremo solo noi utenti ma anche gli impiegati: una bella coda di neoassunti dietro al vetro pronti a darsi il cambio ogni 30 secondi perché è giusto che lavorino tutti!

Vignetta Pietro Vanessi

PV Pietro Vanessi: sotto sotto qualcosa la si trova sempre, continuiamo a scavare! ©Pietro Vanessi

Ah … che bel mondo si prospetta, tutti sistemati, tutti felici, e chi se ne fotte se le scuole e gli ospedali cadono a pezzi, sarete sistemati e in estate farete sereni il bagno nelle buche nelle strade adibite a piscine comunali.

Sarà bellissimo, tutto funzionerà alla perfezione! Certo, chi ha votato perché credeva in quel che faceva resterà indietro e sarà uno sfigato! Ma se l’è cercato lui. Il fesso non ha capito che il voto è moneta sonante, un mezzo di scambio utilissimo e pieno di soddisfazioni! Ma a voi cosa importa? L’importante è che avete messo a posto la famiglia a discapito dell’avvenire del paese, ma nessun problema. Non ci penserete più quando andrete al lavoro fieri di esservi sistemati! Anzi, col tempo, penserete addirittura di averlo meritato: avete fatto tanti sacrifici, tanti anni di stenti e precarietà finalmente verranno riscattati. Sì, ve lo siete “proprio” meritato!

Arriverà un punto di rottura – ma questo non vi riguarda -, un punto in cui le promesse non potranno più essere mantenute, perché sarete talmente in tanti che i vostri “protettori e papponi” non potranno più garantire “la sistemazione”. E sarà in quel momento che farete la vostra paradossale rivoluzione. Allora direte no perché non sarete più accontentati, proverete rabbia per coloro che prima vi hanno hanno promesso “la sistemazione” e poi vi hanno illuso. Solo quando – parafrasando Longanesi – un raccomandato non troverà più la poltrona diventerà capace di fare la rivoluzione.

Siamo italiani, qui le rivoluzioni sociali non si fanno, le proteste si acchetano con il posto fisso (o quasi). Qui è possibile solo rivolta dei “raccomandati” illusi, solo quando questi non saranno più esauditi vedremo le barricate per strada, solo quando gli statali e gli “indeterminati” si troveranno col culo nell’acqua vedremo questo schifosissimo paese messo a ferro e fuoco dalle promesse mancate.

Quindi, cari indecisi, vendete a caro prezzo la vostra dignità, portate all’estremo il vostro egoismo, i vostri strafottenti e fottutissimi interessi personali e familiari, la vostra interessata e mediocre mancanza di senso dello stato, perché sarà la vostra lingua – alla fine – quella miccia accesa sul culo dell’indecenza che ora state gustosamente leccando!

Vignetta di PV Pietro Vanessi ©Pietro Vanessi

Cari indecisi. Voti clientelari fantastici e come sfruttarli


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