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Carlo è uscito da solo (E. G. Napolillo)

Creato il 26 marzo 2020 da Stefania
Non si può non amare Carlo. Non si può non soffrire con lui e per lui. Non si può non sorridere davanti alle sue piccole conquiste quotidiane.
Carlo è un uomo di trentantrè anni che trova conforto nei numeri. I numeri non lo tradiscono mai, gli fanno compagnia, lo aiutano a trovare la giusta concentrazione, lo distolgono da altri pensieri. Carlo vive con i suoi genitori ed ha una sorella minore che sta per sposarsi: lui non ama la gente, non ama la confusione, il contatto fisico con gli altri. Non ama gli altri.
Carlo è uscito da solo (E. G. Napolillo)Fa fatica anche a salutare qualcuno con una stretta di mano. Fa fatica a salutare qualcuno in generale. La sua vita si consuma, da anni, tra le pareti della sua camera con la musica classica e la matematica a fargli compagnia. Non cerca altro, non ha bisogno di altro.  
L’autore racconta la sua storia su due piani temporali: l’oggi, che lo vede impegnato a trovare una nuova dimensione, scrollandosi di dosso quel vestito da “vecchio Carlo” che troppo a lungo ha indossato, e la sua infanzia. Un’infanzia dolorosa, fatta di silenzi, di violenza, di incomprensioni, di verità mai svelate.Il Carlo di oggi porta dentro una sofferenza ereditata dal passato e che ancora allunga su di lui i suoi tentacoli. Un passato fatto di solitudine, di bullismo a scuola ma anche di silenzi, profondi e pesanti silenzi in casa, con un padre troppo impegnato con il lavoro ed una madre che cerca di barcamenarsi tra lavoro e figli… due genitori che non riescono a vedere, che non si accorgono della profonda sofferenza di quel ragazzino così taciturno che risponde al nome di Carlo.
L’autore è abile, abilissimo nel trasmettere emozioni. Ho sofferto profondamente con Carlo ed ho visto davanti ai miei occhi i tanti volti di ragazzini della sua età che quotidianamente (ce ne sono tanti, purtroppo, di casi) subiscono violenza fisica e psicologica da parte del bullo di turno. Ho sofferto con quella madre e quel padre nel momento in cui si sono resi conto di essere stati sordi e ciechi davanti a tanta sofferenza. 
Uno strappo al cuore...Ho sofferto con quella ragazzina, la sorella di Carlo, che all’improvviso si è trovata ad essere quasi trasparente agli occhi dei suoi genitori impegnati a recuperare il terreno perso con quel ragazzino. Ho sofferto anche con i genitori di quei bulli… sì, perché spesso sono situazioni incontrollabili, di cui papà e mamma vengono a conoscenza per ultimi e si trovano a scusarsi per gli errori del proprio figlio, della propria figlia.Ho anche sorriso con Carlo quando inizia a scoprire il mondo che lo circonda e cerca una nuova dimensione. Si scopre uomo coraggioso, fragile ma coraggioso. Carlo non si arrende e conquista il suo futuro pezzetto per pezzetto, con pazienza e con tenacia. Prima di tutto, però, Carlo conquista il lettore e lo ripaga della sofferenza che gli trasmette.
Non è solo, Carlo. E la sua storia – dolorosa, lo ripeto – è come una ferita che fa fatica a rimarginarsi, che lascia segni profondi ma che non impedisce a quel ragazzino, oggi diventato uomo, di arrivare alla felicità.
Gran bel libro. Avevo conosciuto, ed apprezzato, l’autore con “Le tartarughe tornano sempre” e Carlo - che ho avuto occasione di conoscere grazie alla collaborazione in essere con Thrillernod - è stata una positiva conferma. ***Carlo è uscito da soloEnzo Gianmaria NapolilloFeltrinelli248 pagine15.00 euro copertina flessibile 9.90 e-book

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