Carne di cavallo, Italia positiva a test. Dati sconvolgenti

Creato il 18 aprile 2013 da Webcla

Le autorità italiane hanno accertato la presenza di carne equina in una misura superiore all'1% in 93 casi su 454 campioni analizzati - cioè il 20% -, ma in nessun caso è risultata invece la presenza di fenilbutazone, un farmaco anti-infiammatorio usato in veterinaria per i cavalli.

Lo dice il ministero della Salute in una nota.

Il ministero ha trasmesso i dati dell'inchiesta alla Commissione europea, dopo la raccomandazione diffusa da Bruxelles il 19 febbraio scorso, in seguito al rinvenimento di carne equina in prodotti che secondo l'etichetta dovevavno invece contenere solo carne bovina.

"In particolare sono stati prelevati dai Nas 454 campioni, di cui 93 risultati positivi per presenza di carne equina superiore all'1%, che doveva invece essere dichiarata", dice il ministero riferendo della situazione italiana.

"Relativamente alla ricerca di fenilbutazone sono stati analizzati 323 campioni di muscolo equino e 51 campioni di sangue. In nessun campione è stato rinvenuto fenilbutazone".

Federconsumatori chiede che si ''intervenga prontamente'' dopo i risultati ''sconvolgenti'' relativi alla presenza di carne di cavallo spacciata per bovina nei cibi in commercio in Italia.

Con ben 93 prodotti su 454 etichettati come ''a base di carne bovina'' che hanno, invece, rivelato presenza di carne equina superiore all'1%, ''i risultati delle indagini effettuate dal ministero della Salute sono a dir poco sconvolgenti'' scrive Federconsumatori in una nota.

''Questa vicenda - aggiunge - si configura come una vera e propria truffa ai danni delle famiglie e va a sommarsi agli scandali scoppiati nelle scorse settimane, facendo crescere l'allarme e la preoccupazione per la salute dei cittadini''.

Pertanto, secondo Federconsumatori, ''e' fondamentale intervenire prontamente sulla trasparenza delle etichette''.

IOn tale quadro la roposta e' quella di ''introdurre quanto prima'' una norma che preveda: l'obbligo di indicare l'origine dei prodotti e di tutte le loro componenti; l'intensificazione dei sistemi di vigilanza in quanto la frequenza con cui episodi di questo tipo continuano a verificarsi dimostra che gli strumenti di controllo non sono ancora adeguati alla vastita' del fenomeno; pene severe per chi non rispetta le leggi in materia di sicurezza alimentare.

E' ''inoltre necessario che vengano rese note le denominazioni dei prodotti in cui e' stata riscontrata la presenza di carne equina non dichiarata in etichetta, in modo che i consumatori possano valutare consapevolmente cosa acquistare'', conclude Federconsumatori.


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