La Zeza è una rappresentazione tipica della mia terra, e affonda le radici all'epoca della dominazione francese. I signorotti d'oltralpe importarono qui una farsa che, nel tempo, si è trasformata nell'attuale rappresentazione.
La storia è semplice: Pulcinella, marito di Zeza e padre di Porzia, come tutti i padri è geloso della figlia e non vorrebbe mai maritarla. La madre invece, quando arriva il ricco dottore Don Zenobbio a chiederne la mano, farà in modo che la figliola convoli. Il tutto è condito da liti, frizzi e lazzi e si conclude con una quadriglia in onore degli sposi.
Le Zeze della provincia sono tante e tutte belle, ma quella di Bellizzi ha due particolarità: innanzitutto è l'unico gruppo folk della città capoluogo e inoltre, almeno a detta di Roberto De Simone, è la depositaria del testo più autentico all'originale francese. Roberto De Simone si ispirò proprio alla Zeza di Bellizzi per scrivere la sua 'Gatta Cenerentola'.
I figuranti, come da tradizione, sono solo maschi. Fino a qualche anno fa il capozeza
E stamattina ha invitato anche me, così mi sono trovata per mano con mio figlio che è uno dei Don Zenobbio del gruppo (quello con la giacca verde nella foto qui di lato)a fare i rulé e i contré. Fantastico!