caro ricordo materiale..com'è difficile lasciarti andare..(non impossibile però!)

Da Ilcerchiomagico
cari lettori, oggi ho avuto una strana esperienza.
dopo essermi liberata del superfluo (e vivadio!), dopo aver scambiato migliaia di oggetti, dopo aver trasformato centinaia di stoffe tagliuzzate da vecchie maglie e vecchie lenzuola, dopo aver insegnato (nel mio piccolo) l'arte del decluttering ad amici e familiari, dopo aver girato con il sacco nero che tanto mette in allerta  le mie bambine, ho fatto un bilancio.
che sintentizzo qui:
  1. vivo bene e con poco.
  2. sono più ordinata perchè ho meno cose da gestire.
  3. ho la casa più organizzata.
  4. utilizzo ciò che effettivamente mi serve.
  5. sono utile agli altri..perchè le cose una volta mie servono adesso a loro.
  6. ho la sensazione di avre più aria.
e potrei continuare ed arrivare fino a cento.
ma.
e arrivo al dunque.
ma stamattina mi sono trovata a riordinare delle scatole che contenevano dei ricordi: ricordi di viaggi fatti nel paleolitico, ricordi delle mie bambine, e, peggio ancora, ricordi lasciati da persone che stanno vivendo una vita nuova ( e spero per loro più appagante).
nello specifico, mi è capitato tra le mani un sacchetto donatomi da mia zia (che adesso, come ho spiegato all'allora bambina piccola angelica, fa torte e pasticcini all'arancia per gli angeli). oggetto di per sè assolutamente inutile, ma di enorme valore affettivo.
quindi si è posto un problema: cosa fare con i ricordi? come gestire le scatole stracolme di oggetti particolari e densi di storia personale?
l'estremismo richiederebbe di "abbracciare" il ricordo per lasciarlo andare definitivamente.
il permessivismo suggerirebbe di richiudere e riporre le scatole negli scaffali..con il rischio di moltiplicare lo spazio e forse fare confusione..
la giusta via sta nel mezzo.
quindi cosa fare?
prima di tutto una selezione. se da un viaggio in francia mi son portata dietro 20 oggetti (ebbè ero ancora giovane ed accumulatrice) tra cui la cartina della metro ante duemila e la locandina di quindici ristoranti..terrò un solo oggetto, scelto in base all'umore del momento.
già così una scatola verrà piegata e partirà per il bidone giallo:)
per quanto riguarda gli oggetti appartenuti alle bambine, abbiamo scelto insieme i più significativi e fotografato gli altri (che poi abbiamo donato essendo prevalentemente giocattoli e peluches)
riuscendo a riempire un contenitore della misura di una scatola di scarpe (con il primo ciuccio, la prima tutina, il primo dentino:)..e qualche disegno per mammà!
il sacchetto ricamato della zia è rimasto, non sono riuscita a darlo via. ma ho regalato il contenuto (una collanina di corniola), ad una delle mie amiche più care che so che ne farà buon uso).
sulla scrivania conservo una pignatta..qui si chiama così (sarebbe un contenitore di terracotta nel quale le nonne cuocevano i legumi al fuoco) della nonna..alla quale però ho cambiato destinazione d'uso: è diventato un portapenne! così come lo sgabello verde salvia fatto dal nonno quando ero bambina è diventato il mio comodino con solo una passata di flatting! dunque un'altra idea sarebbe quella di riconvertire gli oggetti.
ma voi..come vi regolate in merito? mi piacerebbe avere un confronto! felice sabato sera..