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Casale Cremasco, la Danone conferma la chiusura e la ricollocazione dei dipendenti

Creato il 17 luglio 2014 da Cremonademocratica @paolozignani

Il comunicato dei sindacalisti di Fai Cisl e Flai Cgil ribadisce la volontà della multinazionale francese Danone di chiudere la fabbrica il 31 luglio 2015: durante l’incontro di ieri in Assolombarda, 16 luglio, la multinazionale si è detta disponibile a compiere i passi necessari per la ricollocazione del personale. L’obiettivo principale è che l’attività di Casale Cremasco prosegua, per i circa 80 dipendenti. Il motivato desiderio è che gli impianti produttivi e di confezionamento restino: il comunicato non ne parla. Subentreranno nuovi proprietari? La trattativa continua, come il monitoraggio dei tre stabilimenti che Danone vuole chiudere: gli altri si trovano in Germania e Ungheria. Entra in gioco il sindacato europeo, come anche il livello politico europeo. Resta sempre incredibile, per molti, che a Casale Cremasco non si possa più fare lo yogurt con la qualità del latte a disposizione, per produrre invece yogurt con latte in polvere in Belgio! Segue il comunicato di Fai Cisl e Flai Cgil.

 

Oggi, 16 luglio 2014 si è tenuto presso Assolombarda di Milano un nuovo
incontro sindacale tra Direzione aziendale Danone, le Rsu dello stabilimento
di Casale Cremasco e della sede amministrativa di Milano e le
Organizzazioni Sindacali territoriali Fai-Cisl e Flai-Cgil di Cremona e Milano.
La Direzione aziendale ha confermato la data del 31 luglio 2015 come
termine ultimo per la produzione di Casale Cremasco.
Nel corso della riunione abbiamo ribadito l’obiettivo, per noi fondamentale, di
consentire il mantenimento dell’attività industriale di Casale Cremasco e
chiesto, alla direzione Danone, di rendersi disponibile a favorire il
perseguimento di questo obiettivo mettendo a disposizione risorse concrete.
Danone nel dichiarare la propria disponibilità in tal senso ha quindi illustrato
tempi e modalità del piano sociale che prevede l’utilizzo degli ammortizzatori
sociali previsti dalla legislazione vigente, il sostegno economico aggiuntivo
per i lavoratori coinvolti e l’utilizzo di società specializzate per la
riqualificazione-ricollocazione dei lavoratori.
Riguardo alla decisione della chiusura, il sindacato Europeo (UITA) sta
svolgendo in questi giorni un’attività di monitoraggio dei tre stabilimenti
oggetto di chiusura. Il giorno 18 agosto una delegazione sindacale europea
sarà presente a Casale Cremasco per un incontro con le rappresentanze
sindacali aziendali e il sindacato territoriale.
Il prossimo incontro è stato fissato per il giorno 8 settembre 2014 presso
l’Assolombarda di Milano.
Fai-Cisl Cremona-Milano Flai-Cgil Cremona RSU


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