Le accuse contestate a vario titolo sono di associazione camorristica, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza e riciclaggio, tutti reati aggravati dalla finalità mafiosa.
Nell'inchiesta sarebbe emerso che la fazione Russo-Schiavone gestiva il racket delle estorsioni ed avesse il monopolio sul giro dei videopoker e delle slot machine imposto con violenza a decine di proprietari di esercizi commerciali nell'area di Caserta, Salerno e Napoli.
Nell'ambito dell'operazione sono state sequestrate cinque aziende e 3200 slot machine ed anche attività come sale Bingo, distribuzione del caffè, gestione di cavalli da corsa.