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Caserta: fermato presunto affiliato dei casalesi per omicidio

Creato il 15 maggio 2012 da Nottecriminale9 @NotteCriminale

Caserta: fermato presunto affiliato dei casalesi per omicidio
È accusato di omicidio e tentato omicidio Salvatore Verde, 44 anni, soprannominato «Tore 'a bestia», esponente di spicco del clan dei Casalesi a cui ieri sera la Squadra Mobile di Caserta ha notificato un provvedimento di fermo emesso dalla Procura Antimafia di Napoli. Verde stava per lasciare il carcere per decorrenza dei termini di custodia cautelare dopo essere stato arrestato per associazione mafiosa il 30 settembre del 2008, a Casapesenna, nell'ambito dell'operazione «Spartacus 3». 
Secondo le indagini della Squadra Mobile di Caserta - diretta dal vice questore aggiunto Angelo Morabito - e coordinate dalla DDA partenopea, Verde è gravemente indiziato di concorso nell'omicidio di Nicola Villano, alias «Zappetella», ucciso a San Marcellino (Caserta) il 20 luglio del 2001 e del tentato omicidio di Raffaele Della Volpe. 
Raffaele Della Volpe, insieme al fratello Luigi, costituì un gruppo camorristico che dopo avere fatto parte, negli anni '80, della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, era confluito nel clan «dei Casalesi». Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, Raffaele Della Volpe aveva assunto una posizione sempre più autonoma, rifiutandosi di versare nella cassa comune del clan i proventi delle attività estorsive gestite e, per questo, i vertici dei Casalesi decisero di eliminarlo. Salvatore Verde è ritenuto dagli inquirenti un elemento di spicco dei Casalesi: svolgeva le mansioni di esattore delle tangenti ed era molto vicino sia all'ala della cosca facente capo a Michele Zagaria che a quella dei «sanciprianesi» di Antonio Iovine. Nel tentato omicidio di Raffaele Della Volpe e nell'assassinio di Villano, Salvatore Verde compare tra i componenti del commando killer nel ruolo di «specchiettista», cioè di colui che segnala la presenza dell'obiettivo da colpire. 
Raffaele Della Volpe subì il primo agguato nel luglio del 2001: il commando esplose contro la sua auto alcuni colpi d'arma da fuoco ma, quando si accorsero che era i compagnia di moglie e figli, decisero di rimandare l'esecuzione. 
Sulla strada del ritorno, in un autolavaggio di San Marcellino, il gruppo omicida - composto, tra gli altri, da Massimo Russo alias «paperino», Giuseppe Misso alias «caricalieggio», Vincenzo Schiavone detto «Petillo» e Francesco Bianco, soprannominato «musolino» - incrociò Nicola Villano, affiliato al gruppo di Della Volpe. Per lui non ci fu scampo: i killer, senza esitare e malgrado tentasse di rifugiarsi sotto un camion, lo assassinarono con una pioggia di proiettili esplosi da una pistola e da un mitra kalashnikov.

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