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CATANIA. Corruzione presso l'Ispettorato del Lavoro di Catania. La Finanza arresta 9 persone.

Creato il 03 maggio 2018 da Agipapress
CATANIA. Corruzione presso l'Ispettorato del Lavoro di Catania. La Finanza arresta 9 persone. CATANIA. Su delega della Procura distrettuale di Catania i finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di 9 persone, 4 agli arresti domiciliari e 5 destinatari di misure interdittive perché responsabili, a vario titolo, di concorso in corruzione continuata, soppressione, falsità materiale e ideologica di atti pubblici a fronte di condotte delittuose verificatisi all’interno dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018.
L’indagine denominata Black Job e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, vede agli arresti domiciliari il direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania Domenico Tito Amich (cl.1953), e la responsabile dell’Ufficio legale del medesimo Ispettorato Maria Rosa Trovato (cl.1958), nonché Marco Lucio Forzese (cl.1963), già deputato regionale nell’ultima legislatura siciliana e candidato – non eletto - alle regionali del 2017 e Antonino Nicotra (cl.1959) già consigliere comunale di Catania. CATANIA. Corruzione presso l'Ispettorato del Lavoro di Catania. La Finanza arresta 9 persone.E’ stata, inoltre, disposta la misura interdittiva nei confronti di Francesco Luca (cl.1956), attuale direttore sanitario dell’ASP di Catania sospeso per 12 mesi dall’esercizio del pubblico servizio per fatti concernenti sia l’attuale funzione che il suo ruolo di rappresentante legale, dal 2009 al 2015, dell’E.N.A.I.P. (Ente Acli Istruzione Professionale Associazione Agenzie Formative della Sicilia Impresa Sociale - EN.A.I.P. AS.A.FORM Sicilia Impresa Sociale, esercente l’attività di corsi di formazione e di aggiornamento professionale), Ignazio Maugeri (cl.1987) attuale rappresentante legale dell’E.N.A.I.P. e destinatario del divieto di esercitare attività d’impresa o assumere uffici direttivi in persone giuridiche, Giovanni Patti (cl.1970), titolare dell’omonimo studio commerciale con sede a Giarre in provincia di Catania, sospeso dall’esercizio della propria attività professionale; - Orazio Emmanuele (cl.1964), rappresentante legale di società esercenti l’attività di stabilimenti balneari e di orto-colture vivaistiche, destinatario del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali; 2 - Salvatore Calderaro (cl.1981), gestore di una tabaccheria, anch’egli sospeso dall’esercizio di attività imprenditoriali.
Il Servizio XXI - Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania, con uffici in via Battello, è responsabile del controllo sulla corretta applicazione della legislazione in materia di lavoro, previdenza e sicurezza sui luoghi di lavoro a Catania e provincia. Va detto inoltre che nelle Regioni a statuto speciale del Trentino Alto Adige e della Sicilia, non sono stati istituiti gli Ispettorati a seguito del Decreto Legislativo 149/2015 in quanto i relativi Statuti attribuiscono la competenza in materia alle rispettive Regioni.
CATANIA. Corruzione presso l'Ispettorato del Lavoro di Catania. La Finanza arresta 9 persone. In Sicilia, pertanto, la materia del lavoro e le relative attività ispettive e di vigilanza sono di competenza dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e, in particolare, del dipendente Dipartimento regionale del lavoro, dell’impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative il quale, tramite il Servizio VII - Coordinamento Ispettorati territoriali del lavoro supervisiona i 9 “Ispettorati territoriali del Lavoro” (I.T.L.) presenti nelle province siciliane.
L’investigazione, svoltasi dall’ottobre 2017 al marzo 2018, ha svelato l’esistenza, all’interno dell’ufficio pubblico, di un consolidato circuito corruttivo alimentato da saldi legami di amicizia che uniscono corrotti e corruttori. E’ stato appurato come il continuo scambio di utilità (pacchetto di voti, incarichi alla Regione Sicilia, assunzioni in ospedali e fornitura di beni) ruotasse intorno all’illegittima archiviazione di verbali originati dagli accertamenti ispettivi dai quali sono emerse, spesso, violazioni per lavoratori assunti irregolarmente o “in nero”; in alcuni casi, si è assistito anche alla materiale sparizione dei verbali stessi e comunque ad audizioni “amichevoli” nelle quali è stata palese la mancata tutela degli interessi erariali in gioco. L’attività d’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Catania – consistita nell’analisi meticolosa di decine di procedimenti amministrativi e nell’acquisizione di dichiarazioni di funzionari operanti all’interno dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania – ha permesso di tracciare svariati procedimenti amministrativi gestiti in modo parziale dagli indagati e nei quali il potere discrezionale attribuito al Direttore dell’ente pubblico anziché essere interpretato quale motivo di responsabilità, è stato invece asservito alle volontà dei corruttori danneggiando così gli interessi pubblici.

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