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Cavalli (Caballos) Pablo Neruda

Creato il 15 settembre 2018 da Enrico

Cavalli (Caballos) Pablo Neruda “Ho visto dalla finestra i cavalli” Fu a Berlino, d’inverno. La luce Era senza luce, senza il cielo il cielo. L’aria bianca come un pane bagnato. E dalla mia finestra un circo solitario Morso dai denti dell’inverno. Improvvisamente, condotti da un uomo, dieci cavalli uscirono dalla nebbia. Ondeggiarono appena, uscendo, come il fuoco, ma pei miei occhi empirono il mondo vuoto fino a quell’ora. Perfetti, accesi, erano come dieci dèi dalle lunghe zampe pure, dai crini simili al sonno del sale. Le loro groppe erano mondi e arance. Il colore era miele, ambra, incendio. I loro colli erano torri Tagliate nella pietra dell’orgoglio, e agli occhi furiosi si affacciava come una prigioniera, l’energia. E lì in silenzio, in mezzo Al giorno dell’inverno sudicio e disordinato, i cavalli intensi erano il sangue, il ritmo, l’incitante tesoro della vita. Guardai, guardai e allora rivissi: senza saperlo Lì era la fonte, la danza d’oro, il cielo, il fuoco che viveva nella bellezza. Ho dimenticato l’inverno di quella Berlino oscura Non dimenticherò la luce dei cavalli. Pablo Neruda

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