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Cellule staminali cordonali per il trattamento delle cicatrici

Creato il 06 aprile 2016 da Conservazionecordoneombelicale @SorgenteSalute

Un recente studio giapponese ha sperimentato con successo l’utilizzo di cellule staminali cordonali per trattare delle ferite cutanee.

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Le cicatrici sono un accumulo di tessuto fibrotico non funzionale e rappresentano la conseguenza visibile di una ferita cutanea. In quell’area infatti la struttura dell’epidermide ha subito un forte cambiamento, perché sono mutati i componenti e le molecole presenti nella zona interessata.

Il colore accentuato e la consistenza delle cicatrici spesso saltano all’occhio e per i pazienti che hanno avuto traumi o si sono sottoposti a interventi chirurgici in zone visibili, come il volto e le mani, le cicatrici possono creare disagio nel rapporto con gli altri. La scienza sta dunque cercando di creare dei trattamenti in grado di guarire le ferite senza che rimangano le cicatrici.

Non sono ancora noti del tutto alla comunità scientifica i meccanismi molecolari che provocano lo sviluppo delle cicatrici. Quello che è certo è che una parte di questo processo è legato alla risposta immunitaria, con una persistente infiammazione.

Una ricerca recente, realizzata in Giappone, ha provato a sperimentare l’utilizzo di cellule staminali per trattare le cicatrice; il pressuposto è ovviamente la loro capacità di riparazione tissutale e immuno modulatorie. In particolare sono state utilizzate cellule staminali cordonali e staminali ottenute dalla gelatina di Wharton, che possono essere prelevate mediante un iter sicuro e non invasivo.

Nonostante ovviamente siano necessari ulteriori ricerche e siamo lontano dall’elaborazione di una vera e propria cura, i risultati dello studio hanno acceso una speranza per i malati, perché i trattamenti realizzati sulle cavie hanno evidenziato come le cellule staminali cordonali siano in grado di mitigare la presenza di particolari molecole infiammatorie più di quanto sono riuscite a fare quelle ottenute dalla gelatina Wharton.


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