Cenerentola

Creato il 30 aprile 2015 da Misterjamesford
Regia: Kenneth Branagh
Origine: USA, UK
Anno:
2015
Durata:
105'
La trama (con parole mie): a grande richiesta del sottoscritto, torna al bancone del Saloon con una nuova recensione Julez, che ormai è diventata la specialista di casa Ford nello sciropparsi tutti quei titoli apparentemente molto poco fordiani che finisco per non avere voglia di schiaffarmi.Questa volta tocca alla nuova Cenerentola targata Kenneth Branagh, regista che in passato è riuscito a regare al sottoscritto ottime soddisfazioni così come schifezze abominevoli.Quale sarà stato il risultato, questa volta?Alla mia compagna di viaggio l'ardua sentenza.

Finalmente un film che ti da esattamente quello che ti aspetti quando decidi di vederlo.Che può essere un’arma a doppio taglio, eh. Cenerentola è precisamente quello che è Cenerentola. La morale, l’insegnamento, l’attesa del buono, la fantasia, un bel vestito, scarpe inventate da De Sade o dal signor Compeed, il lieto fine, i buoni che vincono sui cattivi. Questo mi aspettavo, questo ho avuto.Certo io non sono tanto tipo da principesse (se escludiamo Ariel e Merida, ma loro non contano vero? Sono ancora rock vero?) e ad un principe azzurro, per quanto buono e profondo e ricco sfondato preferisco tutta la vita un Sawyer o un Tim Riggins che di principesco non hanno una favazza secca.

Merida rock.

Quindi Cinderella non è mai stata la mia fiaba preferita, anche perché hai voglia ad essere gentile (e si metta agli atti vostro onore che io lo sono eccome) ma dopo un po’, o anche prima, io le sorellastre le avrei sfanculate e avrei loro tagliato i capelli di nascosto o fatto lo scherzo del dentifricio nelle scarpe come in Il cowboy con il velo da sposa.Eppure devo ammettere che, complice il comparto tecnico – di mestiere e centratissimo –, mi sono goduta questa favola che non pretende di essere il nuovo “geniale” genere degli stravolgimenti delle fiabe (vedasi Into the Woods), ma riesce nell'intento di rispettare il classico che non stanca mai.Quindi non si grida al miracolo, non è stata messa una pietra miliare lungo la strada del mondo della settima arte, non c’è stata alcuna sorpresa, però avercene film che non deludono le aspettative, anche quando non altissime. E bravo Kennettone mio che ci avevi lasciato un po’ per strada con un’egomania che aveva inficiato i tuoi ultimi lavori. Siamo lontani dai tuoi migliori Shakespeare (Molto rumore per nulla) ma anche dai tuoi peggiori flop (Il flauto magico).

Principesse come piacciono a me.

Il principe (che stavolta non è protagonista delle terribili nozze di sangue) è sicuramente meno noioso di altri visti in precedenza. Cenerella si comporta in un determinato modo non soloperché è scema ma perché crede nella magia della gentilezza, così come insegnatole dalla madre, di cui è la fotocopia.La trasformazione di zucca, topi, lucertole e oca è veramente magica.Non ci sono grandi buchi di logica e la storia scorre liscia e senza inciampi.Insomma, niente male per un film dal quale non mi sarei aspettata praticamente nulla. Se dovessi avere una figlia femmina glielo farei vedere volentieri. Salvo poi mostrarle le foto di Tim Riggins a petto nudo. Giusto per insegnarle il buon gusto.
Julez
"I sogni son desiderichiusi in fondo al cuornel sonno ci sembran verie tutto ci parla d'amor."Maria Cristina Brancucci - "I sogni son desideri" - 
 

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