Centrali idroelettriche sopraelevate in Brasile

Creato il 17 gennaio 2012 da Pdigirolamo

Il Brasile, uno dei primi Paesi al mondo per la produzione di energia idroelettrica, punta a incrementare lo sfruttamento del suo immenso patrimonio idrico per fronteggiare la grande crescita demografica ed economica. Allo stesso tempo, il governo si è impegnato a salvaguardare la foresta amazzonica. La soluzione è un’idea inedita, che testimonia anche la vitalità della ricerca tecnologica brasiliana: una serie di centrali idroelettriche sopraelevate, simili alle piattaforme petrolifere off-shore, per minimizzare l’impatto ambientale.

La nuova soluzione tecnologica, approvata dal presidente Dilma Rousseff, dovrebbe essere applicata per la prima volta alle cinque dighe progettate sul fiume Tapajós, nello Stato amazzonico del Pará (nord-est del Paese), per una potenza complessiva di 10.683 MW. Con un po’ di enfasi, il ministro dell’energia e delle risorse minerarie, Edison Lobão, ha parlato di una tecnologia fantascientifica, paragonandola a al film Avatar. La citazione è anche un omaggio al regista del film, il canadese James Cameron, che si è distinto per l’impegno ambientalista in favore dell’Amazzonia.

I cinque sbarramenti causeranno l’allagamento di circa 2000 chilometri quadrati, una superficie di gran lunga inferiore a quella degli altri impianti di potenza confrontabile. Ma la nuova tecnica consentirà di non urbanizzare l’area intorno agli impianti: alla fine della costruzione i cantieri saranno smantellati, la foresta ripristinata egli impianti saranno accessibili al personale solo via elicottero.

Il nuovo progetto è nato anche in seguito alle forti proteste dei gruppi ecologisti contro la grande centrale di Belo Monte (11.230 MW) progettata sul fiume Xingu, sempre nella foresta amazzonica del Pará.



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