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Champions asiatica zona orientale: avanti Forlan e Seul, alla Cina non resta che Lippi

Creato il 24 aprile 2014 da Pablitosway1983 @TuttoCalcioEste

Centosessanta secondi di follia della difesa dello Shandong Luneng, centosessanta secondi di vero Forlán. La chiave della qualificazione del Cerezo Osaka e dell’eliminazione dell’ambiziosa squadra cinese sta nei primi 2 minuti e 40 secondi del secondo tempo. Mentre la squadra giapponese e Diego Forlán sono rientrati in campo con la voglia di spaccare il mondo, i padroni di casa, avanti fino ad allora nel punteggio, hanno riguadagnato il terreno di gioco deconcentrati, senza la giusta cattiveria e privi dello spirito da squadra che si gioca la partita della vita: per lo Shandong si trattava infatti dell’occasione di accedere per la prima volta agli ottavi di finale della Champions Asiatica dal 2005. L’impostazione tattica di Cuca risulta inoltre eccessivamente prudente: in panchina il centravanti Han Peng e il dinamico laterale di centrocampo Liu Binbin, decisivi sabato scorso a Pechino nello scintilliante 3-0 al Beijing Guoan; spazio invece a Luo Senwen davanti alla difesa e all’australiano Gowan a rafforzare il reparto arretrato.

Primo tempo con squadre contratte, che risentono della tensione di un impegno decisivo. Lo Shandong passa su rigore al 19’, al capo dell’occasione del primo tempo nella quale una delle due squadre riesce ad esibire un’azione ben manovrata con palla a terra: discesa di Aloisio sulla fascia sinistra, triangolo con Vágner Love ed Aloisio, quando riceve il passaggio di ritorno, viene atterrato da Araiba, che in scivolata tocca con la caviglia il piede d’appoggio del brasiliano. Balla sul dischetto Vágner Love, che con la caminadinha tipica delle sue latitudini batte Jin Hyeon Kim per l’1-0. La squadra di Cuca si accontenta, gli uomini di Popovic fino al rientro negli spogliatoio, non mordono.

Poi arriva la ripresa e tutto succede subito. Dopo appena 45 secondi attacca il Cerezo, palla in profondità per Forlán, l’uruguayano fa velo per Araiba e questi imbecca in area Kakitani: delizioso il pallonetto che supera Wang Lei sul secondo palo. 1-1. Non c’è neanche il tempo per riorganizzarsi per lo Shandong che al 3’ arriva il clamoroso vantaggio ospite: lancio sulla sinistra per Forlán, l’ex attaccante di Atletico Madrid ed Inter frena la manovra, cede a Kakitani e, dopo aver ricevuto il triangolo al limite, spara col destro all’angolino basso, lasciando di sale il portiere avversario. 1-2. E’ lo scacco matto, trovato in due mosse. Perché da lì in poi la partita non esiste più. Cuca inserisce tardivamente Hang Pen e Liu Bibin per alzare il baricentro, ma i lanci frontali sono facili preda della difesa del Cerezo e non danno ulteriori chances ai padroni di casa: lo Shandong Luneng Taishan è fuori, ed è ormai la 5° partecipazione consecutiva che si conclude già nella fase a gironi. Il Cerezo Osaka, grazie al concomitante pareggio per 0-0 tra Pohang Steelers e Buriram United, passa e trova Lippi negli ottavi.

 

SEUL,CON L’ORGOGLIO DEL VICECAMPIONE E BESTIA NERA DEL BEIJING GUOAN

Nonostante il pessimo inizio di campionato (1 vittoria in 9 partite) i vicecampioni d’Asia del Seul mettono la testa fuori dalle frontiere calcistiche nazionali e trovano la forma di esaltarsi: il 2-1 al Beijing Guoan permette alla Stella Dorata di vincere il girone con 11 punti e negli ottavi affronterà i giapponesi del Kawasaki Frontale. Sudcoreani che vanno in gol con Kang Seung-jo al 43′ su punizione e Yun Ju-tae al 57′ in azione di contropiede, prima che la squadra di Manzano trovi all’88’ il gol della bandiera con Yu Yang su un batti e ribatti da calcio d’angolo. Ancora una volta indigesto il Seul per la squadra della capitale cinese, eliminata l’anno scorso dalla stessa compagine sudcoreana negli ottavi di finale. Un passo indietro per la Guardia Imperiale, un passo indietro per la Cina del pallone, rimasta con solo una squadra in corsa. Adesso al più popoloso paese della Terra non resta che l’Evergrande di Marcello Lippi.

 

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