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Che ansia! (mi metti)

Creato il 27 ottobre 2017 da Morgatta @morgatta

Che ansia! (mi metti)

L’ansia, anche quando non c’è, c’è! E’ la malattia del millennio, o forse c’è sempre stata, fatto sta che di base un po’ di ansia ce la facciamo venire tutti. Le cause sono le più disparate,:reali, inventate, ingigantite, auto-indotte, ogni scusa sembra essere buona per impanicarsi un po’ e sottostare allo schiavismo ansiogeno. E fino a quando le ansie te le procuri da solo, va tutto bene. Il problema è quando ci facciamo affliggere e infestare dalle ansie altrui. Mai capitato che persone nemmeno troppo vicine con un approccio ansiolitico a qualunque questione della vita abbiano cercato di contagiarvi, mettendovi ansia anche quando non ce n’è realmente motivo? Ecco, a me è capitato più di una volta, ed in tutte le occasioni mi lasciavo travolgere dall’ondata, cercando di assecondare lo stato d’animo dell’altro, in una sorta di empatia totalmente controproducente. Ieri mi è capitato di ritrovarmi nella solita situazione, tra l’altro con una questione lavorativa nel mezzo; mi sono chiesta se fosse giusto nei miei confronti tentare di gestire le ansie altrui, assecondandole e ponendomi nello stesso stato d’animo. La risposta è CHIARAMENTE NO!!!

Ovviamente il problema non è del prossimo, o meglio, il problema è loro, ma il lasciarsi influenzare da queste emozioni è una cosa che dobbiamo imparare a gestire noi. Come sostiene la scienza o chi per lei “Le persone sono talmente interconnesse che lo stress è diventato un problema sistemico, a livello sia personale sia collettivo; ciò nondimeno, la nostra società tende a non affrontarlo come tale. La ragione è che sono le emozioni a governare le persone più di quanto le persone governino le proprie emozioni. L’alto grado di interconnessione fra le persone significa che non possiamo più ignorare lo stress e l’energia emozionale incoerente degli altri, né possiamo tentare di controllare la cosa mediante regole totalitarie. Le emozioni possono essere soffocate, ma non per questo scompaiono. La causa principale dell’attuale epidemia di stress è l’incapacità di capire come gestire le emozioni” Ognuno deve fare i conti con le proprie emozioni prima di tutto, ma nell’immediato, per non farsi sconvolgere o rovinare le giornate dagli altri, è bene prendere alcune precauzioni:

Non assecondare, MAI. Quando ti poni sul solito livello ti metti in condizione di alimentare l’ansia, l’agitazione ed i pensieri negativi. Rimanere in un imperturbabile atteggiamento “zen” o qualcosa di simile è la tattica migliore per farli sentire a disagio e per obbligarli a non incalzare la dose d’ansia. Insomma, se fai in modo che loro si sentano in qualche modo giustificati, si ansieranno il doppio. Con le immaginabili conseguenze per il tuo stato di salute, soprattutto mentale. Molto meglio smorzare, sminuire in maniera pacata le sue agitazioni, facendole apparire cose di poco conto per le quali andare in ansia è un inutile spreco di energia! Se poi sei in grado di rigirare le questioni con un risvolto positivo è fatta: magari loro stanno in ansia ugualmente, ma almeno tu ti sei salvato dalle vibrazioni negative (stupendoti anche del fatto che sei stato in grado di svoltare la situazione con l’uso sapiente della dialettica).

Non discuterci. Anche discutere non è una buona idea, perché solitamente chi vive perennemente nell’ansia è sicuro di non esserlo; sono le classiche persone che quando gli dici “Guarda, stai tranquillo, domani parliamo e sistemiamo tutto” si rigirano con un “ma io sono tranquillo“, pronunciato con la voce instabile e la vena frontale che nel frattempo ha cominciato a pulsare pericolosamente. Sono convinti di avere ragione, fermi delle loro convinzioni, e soprattutto sono sicuri che il loro modo di vivere sia quello giusto, per cui non ammettono altre opzioni se non quella di stare in ansia per qualsiasi cagata!

Respirare, contare fino a 10…a volte anche fino a 100. Siccome è facilissimo farsi tirare in mezzo da questi personaggi ed essere risucchiati nel vortice, prendere tempo è un altro grande trucco. Vogliono risposte immediate? Te le do’ dopo un paio d’ore. Vogliono cambiare appuntamento perché nel frattempo si sono già agitati? Mi invento altri impegni. C’hanno fretta? Vai al tuo ritmo.  Non modificare il tuo atteggiamento o i tuoi piani su spinta loro, se per te non ha senso. Mantieni la tua linea e seguila rispedendo la negatività al mittente.

Distacco. Se ciò che dice una persona non ti piace, smetti di fare attenzione. Segui solo le parti positive e costruttive della conversazione (ammesso che ce ne siano) e se non ce ne sono prendere mentalmente le distanze pensando ad altro; questo fa in modo che tu non rimanga coinvolto nel caos altrui. Se poi l’allontanamento dalle onde ansiolitiche non è sufficiente, bisogna passare al distacco fisico: ovvero, fuori dai cogl…nel senso, limitare le interazioni al minimo indispensabile (soprattutto quando si tratta di lavoro), perché le persone non si cambiano, ma noi possiamo decidere di fare a meno di certi personaggi con i quali interfacciarci. Anche eliminandoli definitivamente, ma senza ammazzarli

😉

E’ un duro lavoro, ma alla lunga (e anche nell’immediato), paga! Se voi avete altri suggerimenti, io ascolto e prendo appunti. Anche LaMario sarà curiosa di sentirli, in diretta alle 18.20 su radio m2o! Stay Tuned!!!

🙂



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