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Che c'è di male se Galimberti usa parole di altri per documentare e argomentare le proprie tesi?

Creato il 16 luglio 2011 da Lioneisy
Che c'è di male se Galimberti usa parole di altri per documentare e argomentare le proprie tesi?Un vero e proprio attacco mediatico quello de "il Giornale.it" ai danni di Umberto Galimberti. La scura della macchina del fango della famiglia Berlusconi s'è infatti abbattuta da un po' di tempo, e in modo odioso, sul filosofo, reo d'aver riportato nei propri libri alcuni passi di altri autori, ma soprattutto per aver portato avanti sul web, attraverso Youtube, una lucida campagna politico-culturale antiregime, che ha avuto molto successo soprattutto tra i giovani. Riporto sotto un elenco degli articoli pubblicati da "il Giornale.it" sull'argomento del copia-incolla di Galimberti. Una pratica questa della copiatura, tra l'altro molto diffusa tra saggisti, intellettuali e divulgatori, i quali spesso usano come punto di partenza delle proprie argomentazioni parole di altri; lo fanno per documentare il lettore nel convincimento che la cultura non ha copyright e che è di tutti: le parole dell'uno servono come punto di partenza per l'altro. E' questo il metodo delle scienze filosofiche fin dai tempi di Socrate, è così che si costruisce il sapere in tutte le epoche. Ma ovviamente ai giornalisti volgari e prezzolati de "il Giornale.it" tutto questo è oscuro; e lo è soprattutto la ricerca della verità e lo spirito di gratuità insito nella cultura universale.
Ecco alcuni dei titoli degli articoli pubblicati da "il Giornale.it":
Galimberti cittadino della «Repubblica» del copia-e-incolla
Accuse di plagio, Galimberti verso il Guinness dei primati
Polemica Al «copia e incolla» di Galimberti dedicato persino uno studio scientifico
Quando Eugenio Scalfari recensiva Galimberti senza però averlo letto
Egemoni e contenti
E al "copia e incolla" di Galimberti viene dedicato addirittura un saggio
GALIMBERTI. Vent’anni di copia e incolla

Non vi sembrano un po' troppi gli articoli sullo stesso argomento, che ne dite? E tutti quanti dallo stesso tono inquisitorio. Si spara a zero con cinismo e crudeltà sempre su un solo bersaglio, quello che si considera il punto debole del personaggio, con l'intento di trasformare un peccato veniale in un'onta imperdonabile. L'amplificazione della colpa è funzionale a demolire, a far tacere il personaggio, che viene bersagliato nel classico stile Sallusti, con un vero e proprio fuoco di fila, per inculcare nel pubblico l'idea che in lui ci sia qualcosa che non va, per farlo fuori. E' il metodo che usano anche i mafiosi quando vogliono screditare qualcuno: lo infangano per isolarlo, per poi, se continua a nuocere, ucciderlo.
Insomma, non v'è alcun dubbio: un filosofo di profonda cultura come Galimberti che, come tutti i migliori intellettuali, esprime senza autocensure e peli sulla lingua il suo punto di vista sul mondo e che ricerca la verità, è stato preso di mira nel modo più ignobile e parziale dall'apparato mediatico della famiglia Berlusconi. Sallusti e i suoi adepti non si smentiscono nell'usare un metodo, quello della macchina del fango, tanto ignobile quanto ormai divenuto abituale: si screditano così coloro che il regime individua come pericoli, per lo più delle libere menti, di cui Galimberti rappresenta solo l'ennesima vittima, un regime quello attualmente al potere che sputtana l'Italia nel mondo e che ne censura strenuamente le voci più lucide, libere e autorevoli.Published by: http://cuba-italia.blogspot.com

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