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Chemioterapia ed effetti avversi: la Toscana finanzia studi sull'efficacia di omeopatia e agopuntura

Creato il 04 novembre 2019 da Informasalus @informasalus

omeopatia

La Regione Toscana ha deciso di finanziare alcuni studi volti a valutare l'efficacia di omeopatia e agopuntura, unite a dieta adeguata e fisioterapia, nel contrastare gli effetti avversi della chemioterapia.

Il primo progetto che ha ricevuto finanziamenti è “Chemocin” presentato insieme dal centro per le terapie complementari di Lucca, da quello di medicina integrata di Pitigliano, dall’anestesia e rianimazione del Santa Chiara di Pisa e dall’Istituto tumori toscano. Finanziamenti sono stati destinati anche al progetto di ricerca in doppio cieco sulla cannabis terapeutica di Careggi e ad un progetto della Asl Toscana Sud Est intitolato “Fair Ac” e dedicato sempre a omeopatia e agopuntura.

Come riporta Repubblica.it, Chemocin ha ricevuto 314.400 euro grazie alla parte del bando dedicata a “ricerca in ambito di medicine complementari e integrate”.  Lo studio intende verificare l'efficacia delle medicine complementari contro uno degli effetti avversi più comuni di chemioterapia e terapia endocrina, cioè il decadimento cognitivo definito anche “chemobrain”, che include sintomi come fatigue mentale, deficit dell’attenzione, riduzione della velocità dei processi mentali e della memoria sia a breve termine sia visiva.

Lo studio coinvolgerà 300 pazienti che saranno selezionate in base ad una serie di criteri legati alla tipologia di tumore alla mammella e ad eventuali altre malattie. Le pazienti saranno quindi divise in tre gruppi: il primo seguirà un trattamento con esercizi di riabilitazione con il neuropsicologo e consigli dietetici “in associazione con agopuntura e auricoloterapia”. Per il secondo sono previste riabilitazione e dieta con l’aggiunta dell’omeopatia. Il terzo, il cosiddetto “gruppo di controllo”, farà solo esercizi riabilitativi e riceverà consigli dietetici.


Tracorsi tre mesi i primi due gruppi si scambieranno, così raddoppierà il numero di coloro che hanno provato anche omeopatia e agopuntura. Lo studio pertanto non metterà a confronto le due pratiche che oggi vengono adottate da molti reparti (riabilitazione e alimentazione mirata) con agopuntura e omeopatia da sole. Piuttosto si cercherà di verificare se l’aggiunta delle medicine alternative a quanto si fa già migliora la situazione delle pazienti. L’andamento dello studio verrà valutato dopo un anno e proseguirà anche dopo 18 mesi.




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