Chi di velina ferisce…

Creato il 27 gennaio 2011 da Kobayashi @K0bayashi

Destò molto scandalo, la mattina del 30 aprile del 2009, la prima pagina del quotidiano Libero che quel giorno, proprio all’indomani dello sfogo della moglie di Berlusconi – Veronica Lario – in merito alla vicenda dello strano rapporto tra il marito e la neo-18enne Noemi Letizia, titolava “Veronica velina ingrata”, pubblicando a corredo un’ampia immagine rappresentante la sequenza di una sorta di “spogliarello” risalente a molti anni prima, ad uno spettacolo teatrale del 1980 nel quale la donna si era mostrata a seno nudo sul palco per esigenze di copione. Facile intuire il portato sottinteso, soprattutto a livello morale, di tale affermazione; tanto che da più parti si levarono critiche contro il quotidiano di centrodestra e il suo direttore responsabile, all’epoca Vittorio Feltri.

Oggi, 27 gennaio 2010, la storia si ripete ma a parti invertite, se così si può dire. A più di un anno e mezzo di distanza, infatti, L’Unità ha deciso di rendere indirettamente pan per focaccia alla testata “avversaria” (per linea editoriale e inclinazione politica) utilizzando come titolo d’apertura il beffardo ed evocativo “Velina ingrata” sotto la grande foto di Nicole Minetti, la consigliera regionale lombarda del Pdl al centro di una nuova bufera mediatica dopo che la nuova tranche di intercettazioni (le 227 pagine di “documentazione integrativa” inviate dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati) hanno fatto venire alla luce altre trascrizioni dalle quali emerge tutta la rabbia e il risentimento della giovane politica verso il premier, che pure l’ha “trasformata” – a soli 25 anni – da igienista dentale ad esponente di spicco del partito in una delle regioni più importanti d’Italia.

L’8 gennaio la consigliera regionale lombarda del Pdl chiama Barbara Faggioli per sfogarsi:

“Io do le dimissioni, cioè sta roba è una roba che ti rovina la vita, ti rovina i rapporti, ti logora. Devi avere un pelo sullo stomaco, ma a me non me ne frega niente. Io voglio sposarmi, fidanzarmi, avere dei bambini, una casa, non litigare tutti i giorni con tutti, metterla nel culo a quello che ha fiducia in te. La politica è un casino. Cioè cade lui… cadiamo noi. A lui fa comodo mettere te e me in Parlamento, perché dice Bene, me le sono levate dai coglioni e lo stipendio lo paga lo Stato“.

In un’altra telefonata si confida con toni ancora più accesi con la sua assistente, Clotilde Strada:

Non me ne fotte un cazzo. Se lui è il presidente del Consiglio, cioè, è un vecchio e basta. A me non me ne frega niente, non mi faccio prendere per il culo. Si sta comportando da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido. Giusto che si faccia sentire lui, se non lo farà mi comporterò di conseguenza… quel briciolo di dignità che mi rimane la voglio tenere… visto che lui non mi ha chiamato… gli faccio prendere paura. Quando si cagherà addosso per Ruby chiamerà e si ricorderà di noi.. adesso fa finta di non ricevere chiamate”.


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