“CHI HA PAURA DEL PANNOLINO?” – tratto da REALE VIRTUALE

Da Vivianap @vpicchiarelli

La protagonista del primo racconto di REALE VIRTUALE – Ritratti di donne nell’era digitale, è una precaria trentasettenne che lavora nel campo della pubblicità e che per anni ha assunto il ruolo di single convinta allergica alla prole, fino a quando, non solo capitola di fronte all’amore, ma, cosa ancor più sconvolgente secondo i suoi canoni, di fronte alla possibilità di essere madre. Con uno stile e un linguaggio molto simile al blog, il racconto descrive le ironiche peripezie di questa prossima mamma tecnologica.

[...] A trentasette anni, impegnata, fidanzata, accompagnata, come volete, insomma, con un consulente informatico, accampata nel bilocale del mio lui, impossibilitati a chiedere un mutuo appena più consistente di quello necessario per comprarci la scorta stagionale di calzini e mutande (perché tra i calzini che si spaiano dopo qualche ciclo di lavatrice e le mutande che si restringono perché forse non sono proprio di cotone 100%, ogni tre mesi siamo costretti a rifarci il guardaroba).
Due cuori e una capanna.
Idillio quasi perfetto per due precari che, comunque, avevano cercato sempre di barcamenarsi senza pesare troppo sulle spalle di genitori e quasi suoceri.
In quel momento, però, la faccenda si stava ingrandendo. Come il mio sedere. In proporzione, addirittura più della mia pancia.
Ero incinta di quasi sette mesi.[...]

[...] Per farla breve, non senza vergogna e con la coda tra le gambe, mi sono ritrovata a trascorrere le pause pranzo scambiando consigli con le mie colleghe: navigavo in Internet per leggere tutti, e sottolineo tutti, i blog sull’argomento, annotavo ogni cosa che potevo e non potevo mangiare, per poi leggere che erano tutte bufale! Passeggiavo e non vedevo altro che pancioni e passeggini, passeggini e pancioni; quando non crollavo sul divano alle nove di sera, sfinivo la mia dolce metà con lunghe dissertazioni filosofiche sui nomi e sui colori della cameretta e degli arredi.
Tutto questo fino a quella sera di fine agosto quando, spaparanzata sul letto con il ventilatore a soffitto a pieno regime, sentii che quel coso, a cui ancora non avevamo deciso quale nome dare, aveva avuto la brillante idea di fare una capatina fuori, così tanto per vedere che aria tirava, un po’ prima di quando avrebbe dovuto. [...]

Tratto da REALE VIRTUALE di Viviana Picchiarelli
a cura di Costanza Bondi

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