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Chi patirà maggiormente la crisi

Creato il 28 aprile 2020 da Retrò Online Magazine @retr_online

Non basterà tutto il 2021 per ripianare i danni all'economia provocati dalla pandemia, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale. Il prossimo anno il pil degli stati nel mondo "rimbalzerà" dopo il tonfo di questi mesi ma ci vorrà più tempo per riprendere quota. Con l'annuncio della fase 2 del premier Giuseppe Conte molte imprese e liberi professionisti studiano modi per ritornare al lavoro rispettando le nuove norme di sicurezza sanitaria.

Il lockdown ha inciso maggiormente su alcuni settori rispetto ad altri e rimangono tutt'oggi alcune categorie di esercizi, come palestre e piscine, che non sanno ancora quando potranno riaprire. Vediamo le categorie che sono maggiormente sotto stress.

Il periodo pasquale in lockdown ha mandato in fumo le entrate di buona parte delle strutture ricettive. Con le limitazioni dei voli e la limitazione degli spostamenti il rapporto Enit, l'Agenzia Nazionale per il turismo, segna un calo del 48% degli arrivi negli aeroporti internazionali nel primo quadrimestre 2020. I dati nel bollettino Enit prospettano poi un'estate particolarmente complicata a causa di un calo del 57% delle prenotazioni da giugno ad agosto. Una situazione che graverà anche sugli stabilimenti balneari, esercizi commerciali aeroportuali e indotto. A patirne maggiormente saranno soprattutto le città con più afflusso di turisti dall'estero, come Venezia e Firenze. Per ritornare o superare i livelli del 2019, occorrerà aspettare fino al 2023.

Molte compagnie aeree stanno affrontando gravi difficoltà dovendo mantenere una flotta a terra senza né voli né passeggeri. In Italia oltre l'80% dei voli è sparito. Peggio ancora fanno Spagna e Germania con picchi che vanno oltre il 90%. Alitalia, già affossata da una lunghissima crisi e prossima alla nazionalizzazione, paradossalmente in questa situazione riesce a limitare i danni grazie a una flotta contenuta.

Dalle piste di decollo ai viali urbani. A sentire gli effetti della crisi ci sono anche le società che offrono servizi di car sharing e bike sharing. Migliaia di auto ferme da settimane nelle principali città italiane su cui però gravano tasse e canoni. A ciò si aggiunge il costo per gli operatori della sanificazione quotidiana dei veicoli, a fronte di un calo dell'utilizzo del 90% in città come Roma, come racconta il quotidiano milanese il Sole 24 Ore.

In parte legato al turismo è il settore ristoranti e locali, che dal 4 maggio potranno offrire cibi e bevande da asporto o a domicilio. Secondo quanto dichiarato da Fipe, la Federazione degli Esercenti, e riportato sul Sole 24 Ore, un altro mese di chiusura peserà 9 miliardi, mettendo a rischio 50 mila imprese e oltre 350 mila posti di lavoro.

L'elenco non finisce di certo qui. Schiacciati tra aziende e clienti, gli Agenti di Commercio non incassano provvigioni né fatturano dai primi di marzo, con l'eccezione di informatori farmaceutici e rappresentanti di prodotti sanitari. In alcuni comparti il cui volume d'affari ha un andamento stagionale, come per esempio abbigliamento e Horeca, la "magra" rischia di avere strascichi lunghissimi, lasciando senza entrate singoli liberi professionisti.

Gli analisti concordano che già nel 2021 si vedrà la ripresa, ma non basterà molto probabilmente un anno solo per recuperare da questa pandemia. E non tutti saranno in grado di far passare un anno o più senza entrate.


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