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Chiamatelo solo Capitano: 600 volte De Rossi

Creato il 26 settembre 2018 da Agentianonimi
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Roma – Frosinone non sarà una partita come tutte le altre. La squadra giallorossa vive un momento strano e difficile, con soli 5 punti in classifica frutto di una vittoria e due pareggi e un gioco che stenta ad arrivare. Vincere il match con i ciociari sarebbe fondamentale per il tecnico Di Francesco per tornare a dormire sonni tranquilli, viste anche le voci su un suo possibile esonero in caso di continui risultati negativi. Per tornare ai tre punti l’ex allenatore del Sassuolo punterà soprattutto sull’esperienza e sul carisma di Daniele De Rossi, anima della squadra che contro il Frosinone toccherà quota 600 gare con la maglia giallorossa, la sua seconda pelle.

Gli esordi

La carriera di De Rossi con la maglia della Roma inizia, in un certo senso, come quella di Zaniolo: zero minuti in Serie A ed esordio in Champions League. È il 30 ottobre 2001 e Fabio Capello lo getta nella mischia nel secondo tempo di Roma – Anderlecht. Per l’esordio nel massimo campionato però bisogna aspettare il 25 gennaio 2003 quando viene inserito a partita in corso durante Como – Roma. Da quel momento in poi diventa un vero e proprio tassello fondamentale del centrocampo giallorosso, soprattutto dopo l’arrivo di Luciano Spalletti con il quale entra in pianta stabile nel giro della Nazionale maggiore.

Chiamatelo solo Capitano: 600 volte De Rossi

La Nazionale porta in casa De Rossi il primo trofeo da professionista: il mondiale tedesco del 2006. Per il numero 16 giallorosso però è una competizione di alti e bassi. Se da un lato arriva la vittoria della coppa del mondo con gol decisivo messo a segno nei rigori della finale, dall’altro DDR salta quattro partite per squalifica, rimediata dopo l’espulsione contro gli USA nella seconda partita del girone.

Quel mondiale racchiude in sintesi quella che è stata la carriera di capitan futuro con la maglia giallorossa. Due Coppe Italia e una Supercoppa italiana, 599 presenze e 61 gol in totale, ma anche momenti bui passati sotto la gestione Zeman, durante la quale più volte non è sceso in campo.

Capitan futuro non c’è più

In tanti hanno pensato alla separazione, ma l’amore per la maglia giallorossa ha sempre prevalso, come dichiarato recentemente a Il Romanista“Essere capitano è una responsabilità enorme che ti porti sempre addosso. Significa che non hai scelta. Che quando in passato ho avuto offerte o quando stavamo sull’orlo del fallimento o quando le cose non andavano, quando ti chiama semplicemente qualcuno non sei tu che rispondi, perché tu, io sono della Roma nel senso di proprietà della Roma, dei tifosi della Roma. Io Daniele De Rossi sono di proprietà dei tifosi della Roma”.

Nel 2017, complice l’addio al calcio di Totti, quello che per anni è stato capitan futuro è diventato solo capitano. Stasera la presenza numero 600 con i colori che ama da bambino, secondo solo all’ex numero 10 nella storia giallorossa. Nonostante problemi e incomprensioni, l’amore ha vinto sempre.

Stasera la Roma vuole tornare alla vittoria e De Rossi vuole festeggiare i tre punti entrando nella storia, perché serate così sono serate che non ti dimentichi mai. Sono serate da Capitano, ma con la C maiuscola.

A cura di Gabriele Burini (@gabrieleburini)

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