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Chichicastenango

Creato il 28 dicembre 2017 da Cristina

Randagia nel mondo

CHICHICASTENANGO

Trasporti

Da Nebaj: minivan per Santa Cruz Quichè, 25 GTQ, due ore. Cambio al volo su chicken bus per Chichi 5 GTQ. E’ qui che capisco che, per stare comoda sui chicken bus, devo sedermi in fondo.

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Per San Pedro : shuttle turistico 60 GTQ

Dormire

Hospedaje San Geronimo, 80 GTQ una singola con bagno senza colazione. Bagno pulito e con acqua calda.

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Sistemazione a conduzione famigliare, senza fronzoli, eppure molto grazioso e dotato di personalità, gli spazi comuni sono decorati con pezzi di artigianato locale. Sulla stessa via della Cattedrale, 5 minuti a piedi la distanza. Abbaio di cani di notte

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Mangiare

Ristorante Don Pasqual, nella piazza della Cattedrale, molto bello ma caro. Comedor accanto alla Panaderia Corazon de Jesus, pollo encebollado 23 GTQ, il più buono della vacanza, replica a cena 19 GTQ per uova fagioli riso e banane fritte. Frequentatissima la pasticceria, che sforna ogni tipo di dolci, incluse torte da compleanno

Escursioni

Arrivata il mercoledì 26/7 verso le  14, con un pomeriggio di anticipo rispetto al mercato del giovedì. Visitato il cerro Pascual Abaj e cimitero di Chichi con una guida 150 GTQ; le guide, con una specie di divisa beige dell’ente turismo, pattugliano piazza principale e ingressi degli alberghi proponendo varie escursioni. Almeno nel mio caso, non ne è valsa la pena. Il prezzo varia a seconda della durata delle prestazioni richieste, ed è contrattabile.

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Impressioni

Molto scenico il mercato e soprattutto tutto ciò che si svolge sulle gradinate della cattedrale.

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Dopo quanto successo a San Francisco El Alto ero un po’ paranoica ma qui ci sono veramente tanti turisti e quindi le probabilità di essere derubata erano drasticamente minori. Sono comunque cose che succedono quindi è meglio fare attenzione. Le bancarelle che vendono oggetti di utilità quotidiana sono concentrate nella piazza antistante la cattedrale, protette da antiestetici teloni di plastica, ed in una zona coperta a lato della piazza.

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Per il resto, si tratta soprattutto di souvenirs.

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Da come ho visto, i prezzi sono comunque inferiori rispetto a Flores ed Antigua. Più che il mercato, ad ogni modo, ciò che ha reso Chichicastenango molto interessante ai miei occhi sono le cerimonie speciali officiate dalla popolazione locale, sia nelle chiese che negli appositi altari, al cimitero ed al cerro. In questi ultimi ho mancato l’appuntamento trovando soltanto un po’ di cera disciolta su lastre di pietra, aghi di pino disseminati qua e là, bottiglie vuote e sigari.

Molto interessante invece la cerimonia svoltasi nella cattedrale, durante la messa delle 8.

Nella navata centrale sono disposti lastre di pietra come al Pascual Abaj. Mentre il sacerdote officiava il rito cattolico, proprio accanto al banco dove ero seduta io, ed in prossimita appunto di una di queste lastre, una famiglia locale, pregando in maniera molto infervorata contemporaneamente alla predica ed alle letture, portava avanti il suo personalissimo rito a base di invocazioni ad alta voce che si andavano sovrapponendo alla liturgia classica, condite con aspersione di liquore, spargimento di petali di rosa, accesione di ceri.

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Questa commistione di sacro e pagano mi è sembrata molto particolare, soprattutto perché tollerata in una chiesa cattolica, che a dire il vero ho sempre ritenuto essere assai poco aperta a tutto ciò che non è la dottrina ufficiale imposta da Roma. E’ stata davvero una mattinata interessante. Più che i colori del mercato, delle vesti tradizionali è questo il ricordo che maggiormente mi ritorna alla mente se penso a Chichicastenango.

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