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Chitarristi platinati con grossi martelli: HAMMERFALL – Dominion

Creato il 19 settembre 2019 da Cicciorusso

Chitarristi platinati con grossi martelli: HAMMERFALL – Dominion

“Oh ma quindi è vero che il nuovo degli Hammerfall è bello?”. Così mi scriveva Fabbio, l’avvocato penalista di redazione, colui che ci toglie dagli impicci quando finiamo per sparare con un fucile mitragliatore a coloro che commentano sotto agli articoli dicendo che parliamo male dei gruppi solo perché siamo invidiosi. “Ancora non ti so dire, Fabbiè, ho sentito soltanto la prima metà del disco e sinceramente non mi pare ‘sta gran bellezza. Poi lo sento tutto e ti dico”. Effettivamente i primi pezzi scorrono via sanza ‘nfamia e sanza lodo, li ascolti e ti ritrovi a pensare a tutt’altro finché non arriva (We Make) Sweden Rock, a cui fai caso perché ricordi il video fatto uscire qualche settimana prima. Nel contempo però ti accorgi che senza le immagini quel pezzo non funziona, è moscio, come un po’ tutta la seconda parte della discografia degli Hammerfall fatto salvo qualche rigurgito di epicità qui e lì. La prima parte si chiude quindi con la ballata Second to One, quattro minuti e undici secondi rapinati via dalla tua vita con passamontagna e pistola semiautomatica puntata sul costato al grido di “ORA STAI FERMO E ASCOLTA, FIGLIO DI PUTTANA, ALTRIMENTI SPARO“.

Le cose migliorano già con Scars of a Generation, una powerata non particolarmente memorabile ma che rispetto a quanto sentito fino a quel momento quantomeno attira un po’ l’attenzione. Ed è un’ideale introduzione alla seconda parte del disco, che è migliore rispetto alla prima: Dead by Dawn è forse la migliore dell’album, un midtempo che sembra uscito dall’epoca di Crimson Thunder con un bel riffone iniziale e un ritornello coi cori in tipico stile Hammerfall che già ti immagini di cantare a pugno in aria sotto al loro palco:

you will be dead by dawn
when the bells of hell strike six six six
you will be dead by dawn
say your prayers and grab your crucifix

Dopo un colpo di coda così le aspettative si alzano leggermente, perché tanto a questo punto sperare non costa nulla.

Chitarristi platinati con grossi martelli: HAMMERFALL – Dominion

Dovrebbe comunque essere proibito per legge andare in giro così

Non è male Bloodline, anche se si perde un po’ nella parte centrale; qualche buono spunto anche in Chain of Command, che nei momenti migliori ricorda i vecchi Nocturnal Rites e nei peggiori, purtroppo, gli ultimi Hammerfall. La sorpresa arriva alla fine, con And Yet I Smile, la chiusura, un pezzo atipico per il gruppo di Oskar Dronjak, che vaga tra le ballate elettriche dei Metal Church, i pezzi recitativi degli Iron Maiden e qualcosina dei Savatage, forse. Una roba talmente strana per gli Hammerfall che ho dovuta ascoltarla più volte per uscire dall’effetto di straniamento.

E così a Fabbio ho dovuto dire, per tagliare corto, di ascoltare solo la seconda parte. Peraltro non è malissimo neanche l’apertura, Never Forgive Never Forget, ma le vere sorprese dell’album si trovano alla fine. Dominion è comunque meglio del precedente Built to Last, e non è che ci volesse molto. Menzione finale per la copertina, finalmente di nuovo adatta agli scopi che una copertina degli Hammerfall deve avere: e cioè essere adolescenzialmente fomentante e buona per le magliette da sfoggiare nelle scampagnate estive. Tutto sommato direi che ci si può quasi accontentare. (barg)


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