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Chiudi gli occhi di Marc Forster: la recensione

Creato il 21 luglio 2018 da Ussy77 @xunpugnodifilm

Chiudi gli occhi di Marc Forster: la recensionePoca tensione e indeciso sul da farsi

Pellicola diretta da Marc Forster e ambientata in Thailandia, Chiudi gli occhi è un prodotto che sente l’esigenza di cambiare in continuazione, di modificare le proprie velleità per mantenere alta l’attenzione dello spettatore. Ed è proprio per questo motivo che il film inizialmente è un dramma, successivamente un erotico, mentre in chiusura un thriller, che mina la fiducia della coppia.

Gina e James vivono a Bangkok. A causa di un incidente, Gina è cieca e fa totale affidamento su James. Tuttavia un trapianto di cornea le permette di vedere la loro relazione attraverso una lente d’ingrandimento.

Film che si concentra principalmente sulla relazione di coppia dei due protagonisti, Chiudi gli occhi è un dramma sfocato, proprio come la vista riacquisita di Gina. Difatti ciò che il regista mostra allo spettatore è l’evoluzione di un rapporto, dapprima molto intimo e protettivo, successivamente curioso e provocatorio, per poi sfociare nella menzogna, nell’inganno a tutto tondo; l’impressione è quella di osservare tre film differenti all’interno di un prodotto che non sa che direzione prendere, mentre la protagonista scopre se stessa, la sua femminilità, la seduzione e la determinazione.

Nonostante lo stile registico sia improntato su diversi punti di vista (la macchina da presa e la vista di Gina, che restituisce le sensazioni e lo stato d’animo della donna), Chiudi gli occhi si dimostra un film che fatica a coinvolgere, che pone su un piatto d’argento gli screzi di una famiglia (che cerca di avere insistentemente un figlio) e i cambiamenti a cui è sottoposta a causa della rinnovata vista della protagonista.

Il thriller psicologico e manipolatore si dimostra l’unica chiave di lettura possibile, laddove un trauma passato acuisce l’esigenza di protezione e di supporto da parte della donna, una necessità su cui la controparte maschile fa leva, cercando di ristabilire lo status quo iniziale.

Film senza uno spessore evidente e che non riesce a trovare quello spunto, quel guizzo anti-convenzionale che può dare una vigorosa sferzata d’interesse alla vicenda, Chiudi gli occhi banalizza la tensione e la tramuta in una fredda e distaccata sensazione di disagio; un’operazione che appiattisce emotivamente il tutto e che rende il prodotto una confezione pressoché vuota.

Uscita al cinema: 12 luglio 2018

Voto: **

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