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Ci ha lasciati l’ispiratore della Nouvelle Vague: addio ad Alain Resanis

Creato il 02 marzo 2014 da Drkino

by Federica De Masi · 2 marzo 2014

alan resnais
È morto Alain Resnais, il regista di Hiroshima mon amor (1959), il teorico cinematografico francese che fu uno degli ispiratori della Nouvelle Vague, alla quale non aderì mai, ma ne fu un punto di riferimento. Aveva 91 anni e recentemente aveva partecipato alla Berlinale con il suo ultimo lavoro Aimer, boire et chanter, un film sui rapporti amorosi che ha scioccato e commosso pubblico e critica. Il regista lascia un’opera complicata e incredibile: una carriera spesa a lavorare su un linguaggio che ponesse al centro del cinema nuovi codici narrativi, sempre innovativi, non lineari, abolendo realtà per favorirne altre, per puntare il racconto sui personaggi, sui loro incontri e scontri, sui loro percorsi nel tempo.  Il suo è un cinema che punta sulla costruzione artificiale a anti-naturalistica del racconto, lasciando al regista la possibilità di indagare nei dettagli la condizione umana dei suoi personaggi, studiati come animali in gabbia. Alain Resnais lavorò molto anche sul montaggio (sempre curato e minuzioso) contrapponendo luoghi e tempi per indagare sulla memoria e sulle immaginazione collettive o individuali. In questo modo Alain Resnais cercava di interpretare il caos delle esistenze dei suoi personaggi, fatte di immagini contraddittorie, frammenti di ricordi, avvenimenti vissuti o immaginati, uniti in modo più simile alla realtà sensibile che all’ordine e alla regolarità della narrazione classica. Questa costruzione unisce il “tempo sensibile” caro a Proust con una composizione filmica vicina alla musica sinfonica (evidente in film come Hiroshima mon amour, Je t’aime, je t’aime e Providence).

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