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Ci siamo dimenticati di orlando, damiano e di emiliano?

Creato il 12 marzo 2019 da Speradisole

CI SIAMO DIMENTICATI DI ORLANDO, DAMIANO E DI EMILIANO?

CI SIAMO DIMENTICATI DI ORLANDO, DAMIANO E DI EMILIANO?
Ci siamo dimenticati che nella testa dei capibastone Pd,  c’era una volontà di inciucio con il m5s? La volevano con tutte le forze, quell’intesa.

Anche se non avvenuta, non è finita. Una volta uscita dalla porta, questa idea, può sempre rientrare dalla finestra.

E per farlo, si sono ripresi la guida del Pd. E questo è avvenuto.

Ci siamo dimenticati che, all’avvio di questo governo, la sinistra Pd (Orlando, Damiano) annunciò disegni di legge, su reddito e pensioni, che ricalcavano i progetti 5 Stelle? Per questo sono tornati all’ovile?

Ci siamo dimenticati che sul decreto dignità, che raccoglieva la linea ufficiale della Cgil di Camusso e Landini per smontare il job act, c’era molta empatia e speranza, nella sinistra del Pd?

Ci siamo dimenticati che il Pd “ufficiale” ebbe più di un imbarazzo (Emiliano, del resto, oggi è saldo nel Pd), a sostenere il ministro Calenda nei suoi bracci di ferro su Ilva e Tap, allora bandiere ufficiali dei 5 Stelle?

Tuttavia c’è da scommettere che, adesso, punteranno all’intesa, non su un esplicito accordo, ma sul realizzare le cose, sui provvedimenti, specie su quelli sociali, reddito, mercato del lavoro, pensioni, sull’ambiente, compresi Tav, sulla giustizia.

Della Tav, in quei mesi di speranza e illusioni della sinistra Pd e dei dirigenti Pd, non si parlava ancora. Lo si fosse fatto, metto la mano sul fuoco, la sinistra Pd e il gruppo dirigente avrebbero avuto, anche su quello, mal di pancia.

La scommessa politica del Pd di otto mesi fa era, infatti, la seguente: opposizione dura a Salvini su migranti e sicurezza, e, anche, su flat tax, ma lavorio d’appoggio con i 5 Stelle sui temi economici e sociali dei grillini, che, per molti nel Pd, erano “album di famiglia”, tematiche di sinistra e picconate alle politiche di Renzi.

Questa linea, secondo molti nel Pd, avrebbe spaccato il governo, costretto Salvini a rompere “da destra” e riaperto il canale dell’intesa con i 5 Stelle.

E invece tutto è saltato.

Ed è avvenuto il contrario. Dando ragione, politicamente, all’intransigenza di Renzi sui 5 Stelle.

Altro che “incontro” tra Pd e 5 Stelle sui temi economici e sociali!

È su questi temi, non su migranti e sicurezza, che il governo giallo verde sta franando.

Certamente non per successi di “sinistra” dei grillini, ma per il contrario: i temi economici dei 5 Stelle sono la ragione del disastro economico, della recessione e dell’impopolarità crescente dei 5 Stelle.

L’opposto di ciò che pensava, e sperava, il gruppo dirigente del Pd in opposizione Renzi che, invece, ha avuto ragione su tutta la linea.

Ora, per fortuna, nel Pd la miserevole illusione dell’intesa sulle “cose” con i 5S, i populisti di “sinistra”, sembra, forse, tramontata.

La posizione attuale del Pd sulla Tav, uguale a quella dell’elettorato “produttivo” della Lega e del centrodestra, deve ammonire: con i 5S, sui temi economici e sociali, c’è una distanza incolmabile.

Il “populismo” di sinistra è una illusione e una ricetta, se si tenta di attuarla al governo, che causa disastri, fallimenti e danni al paese.

Perfino la Cgil sembra, finalmente, essersene accorta.

Vedremo se il nuovo Pd, che si è dovuto rimangiare le sue iniziali illusioni, sarà coerente e conseguente: con i 5S solo opposizione dura.

E “sulle cose”?


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