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Ci sono due americani, un giapponese, un fotografo, un nerd e un ragazzino: la storia di Spider-Man sullo schermo!

Creato il 18 luglio 2017 da Comixfactory

Dal titolo potrebbe sembrare una di quelle barzellette brutte, ma la storia dell' Uomo Ragno sul grande e piccolo schermo potrebbe davvero essere riassunta così.

Ci sono due americani, un giapponese, un fotografo, un nerd e un ragazzino: la storia di Spider-Man sullo schermo!


Archiviata la praticaSpider-Man: Homecoming, ormai nei cinema da più di una settimana e già autore di grandi risultati nei box-office di tutto il mondo, facciamo un breve passo indietro per capire come si è arrivati a questa interpretazione del Marvel Cinematic Universe.

Dopo aver sconvolto il mondo del fumetto con la sua prima apparizione in Amazing Fantasy #15 del 1962, Spider-Man ci ha messo circa dodici anni a raggiungere lo schermo, in questo caso il tubo catodico della televisione.

Era il 1964 e l'eroe creato da Stan Lee e Steve Ditko ottenne un suo spazio nello show per ragazzi The Electric Company. Qui, in una serie di corti denominati Spidey Super Stories che diedero vita anche ad una serie a fumetti ad hoc, l'Uomo Ragno era interpretato da Danny Seagren.

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Mai visto senza costume e raramente utilizzatore della sua ragnatela, in Spidey Super Stories il personaggio era muto e parlava attraverso l'uso di balloon che invogliavano i giovani spettatori ad imparare a leggere.

Circa tre anni dopo la CBS diede vita a The Amazing Spider-Man, serie televisiva con Nicholas Hammond nei panni di Peter Parker. Nonostante numerose differenze col fumetto originale e la mancanza di svariati personaggi cardine come lo Zio Ben e il totale parco villains, la serie ottenne un buon successo all'epoca, debuttando praticamente in contemporanea con la ben più famosa L'Incredibile Hulk.

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The Amazing Spider-Man venne poi cancellata dopo due stagioni a causa dei costi eccessivi e della preoccupazione della CBS di essere accostata sempre più al mondo dei supereroi, avendo in palinsesto la già citata serie sul Gigante di Giada e l'acclamato show DC Comics su Wonder Woman (anch'esso cancellato lo stesso anno).

Nel 1978 per vedere Spider-Man sullo schermo si poteva inoltre attraversare l'oceano e arrivare sulle sponde giapponesi, dove Tokyo Channel 12 (l'attuale TV Tokyo) aveva realizzato Supaidāman, uno show tokusatsu in cui l' Uomo Ragno pilotava un robot gigante di nome Leopardon.

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Escluso il costume del protagonista,Supaidāman non ha alcun elemento in comune con il fumetto della Marvel Comics, ma è passato alla storia tanto da essere integrato in Ragnoverso, il recente evento orchestrato da Dan Slott e Christos Gage sulle pagine della testata Amazing Spider-Man.

Dopo questa bizzarra parentesi orientale e un paio di progetti falliti sul nascere come quelli della Cannon Films e di James Cameron, Spider-Man arriva sul grande schermo nel 2002 grazie a Sam Raimi che realizza una trilogia storica.

I film di Raimi, che siano piaciuti o meno, hanno il merito di aver dato vita, insieme a quelli sugli X-Men, alla (ri)nascita dei supereroi al cinema e dell'attuale proliferazione di cinecomics.

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Nei tre film della saga Peter Parker è interpretato da Tobey Maguire ed è accompagnato da tutti i personaggi più importanti della sua storia: gli Zii Ben (Cliff Robertson) e May (Rosemary Harris), Mary Jane Watson (Kirsten Dunst), Green Goblin (Willem Dafoe), Harry Osborn (James Franco), il Dottor Octopus (Alfred Molina) e Venom (Topher Grace). Peter è inoltre fotografo al Daily Bugle di J. Jonah Jameson (J.K. Simmons).

All'indomani della nascita del Marvel Cinematic Universe con l'uscita nelle sale dei film Iron Man e L'Incredibile Hulk, la Sony Pictures sembrava in procinto di proseguire con il franchise realizzando Spider-Man 4, che stando ai rumors avrebbe portato al debutto sul grande schermo dell' Avvoltoio (John Malkovich) e della Gatta Nera (Anne Hathaway). Invece gli studios decisero di seguire la strada del reboot dando vita a The Amazing Spider-Man.

Con la regia affidata a Marc Webb, semi-esordiente che qualche anno prima aveva firmato il piccolo cult indipendente (500) Giorni Insieme, nel 2012 nasce un nuovo Spider-Man cinematografico con le sembianze di Andrew Garfield.

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Con l'obiettivo di svecchiare il personaggio e discostarsi dalla precedente trilogia, il film e il suo sequelThe Amazing Spider-Man: Il Potere di Electro (2014) sono in buona parte ispirati all'universo a fumetti Ultimate.

Con i due film si è cercato di realizzare qualcosa di nuovo portando sullo schermo villain inediti al cinema come Lizard (Rhys Ifans) e Electro (Jamie Foxx) e una nuova love-story per il protagonista, la storica fidanzata Gwen Stacy (Emma Stone), apparsa solo fugacemente nel terzo film diretto da Raimi. Qui Peter è un nerd dei giorni nostri, amante della scienza e della tecnologia e deciso a scoprire la verità sulla scomparsa dei suoi genitori.

La strada sembrava spianata e la Sony Pictures era in procinto di lanciare un proprio universo cinematografico dedicato all' Uomo Ragno con tanto di Sinistri Sei. Poi, come un fulmine a ciel sereno, i Marvel Studios sono riusciti a chiudere un accordo storico che avrebbe portato l'amichevole arrampicamuri di quartiere nel Marvel Cinematic Universe.

E così arriviamo ai giorni nostri, alla prima apparizione di Peter Parker (Tom Holland) in Captain America: Civil War (2016) e al suo debutto solista con Spider-Man: Homecoming.

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Quest'ultimo è senza ombra di dubbio un film fresco, leggero, che presenta il personaggio in maniera insolita e inedita ma di certo in quella più adatta per l'ampio mosaico narrativo orchestrato da Kevin Feige e soci.

Non ci sarà Zio Ben, non ci sarà Mary Jane Watson, non ci sarà il Senso di Ragno, ma Spider-Man: Homecoming è di certo studiato per il pubblico del MCU, ha una storia che ben si allaccia a tutte le tematiche già affrontate nel franchise, e, pur andando a fondere alcuni elementi con la storia del nuovo Uomo Ragno a fumetti Miles Morales, risulta godibile ai fan della vecchia e della nuova guardia. Senza dimenticare la presenza di un volto chiave come Tony Stark (Robert Downey Jr.), qui nelle vesti di mentore e "surrogato" dello Zio Ben.

Forse la barzelletta potrebbe continuare: " Ci sono due americani, un giapponese, un fotografo, un nerd, un ragazzino... e Iron Man".

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