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Ciao Dylan: il popolo dei mutanti piange il suo Fonzie degli anni ’90

Creato il 05 marzo 2019 da Naimasco78

I mutanti degli anni ’90: quelli nati tra la fine degli anni ’70 e i primissimi anni ’80. Sopravvissuti ad un’infanzia fatta di biglie sulla spiaggia, Crystal Ball, Barbie Luce di stelle, sabbia magica e in ultimo, ma non certo per importanza: l’Uni Posca.

L’Uni Posca non si poteva usare per sottolineare sul libro perchè poi le pagine finivano per incollarsi e tu per staccarle andavi a strappare proprio le parti più importanti da studiare che quindi diventavano una grande incognita e un’insufficienza nel registro; non si poteva usare per scrivere, a meno che lo spessore della carta non raggiungesse quella del cartellone pubblicitario autostradale, altrimenti l’effetto che si otteneva era quello del pane dei tramezzini del bar della scuola, proiettato verso l’alto come le guglie gotiche di Notre Dame de Paris. I nostri astucci però ne erano pieni, tanti e di tutti i colori, perchè la sua funzione era una e una sola: decorare le pagine della Smemoranda, il diario scolastico che tra foto, figurine, cartoline, bigliettini, frasi d’amore dei Baci Perugina, braccialetti, margherite essiccate e addirittura Arbre Magique, raggiungeva già a metà ottobre lo stesso peso specifico del certosino bolognese di Atti, causando scoliosi che ancora ci portiamo dietro. Ed ecco che, in un tripudio di tonalità fluo, noi figli dei graffiti di via dello Scalo andavamo a realizzare opere d’arte tra le pagine del diario che a confronto quelli che compaiono nella sigla di Willy il principe di Bel Air sono meno artistici delle ricette del medico di famiglia. Anche quelle con poca attitudine creativa come me riuscivano bene nell’impresa: era sufficiente agitare l’Uni Posca con vigore, premere sulla punta due o tre volte per far comparire la goccia di inchiostro e poi soffiare, in maniera secca e decisa sul colore che andava a depositarsi sul foglio sotto forma di macchia. L’Uni Posca aveva la stessa consistenza e lo stesso odore della vernice stradale ma nonostante l’essere stati esposti allo stesso pericolo di tossicità di una miniera del nord dell’Inghilterra siamo sopravvissuti, all’Uni Posca e al Crystal Ball, 100 % bitume fuso travestito da vetro soffiato di Murano. Siamo i mutanti degli anni ’90, che andavano in discoteca di pomeriggio, dalle 14 alle 19, con 40 gradi e un sole infernale, tanto si perdeva il senso dello scorrere del tempo e delle condizioni meteorologiche come in un qualsiasi casino’ di Las Vegas. Non avevamo il cellulare, non avevamo internet, non avevamo nemmeno la tivù in camera, usavamo il walkman con le musicassette intitolate “misto estate 1990” con le canzoni registrate direttamente dalla radio. E avevamo Dylan.

Ciao Dylan: il popolo dei mutanti piange il suo Fonzie degli anni ’90
In una realtà come quella di Beverly Hills, un gruppo di annoiati liceali, viziati e superficiali entrano in contatto con i fratelli Walsh, montanari del Minnesota, che non si potevano permettere i jeans con gli strappi da 150 dollari e se li facevano a casa da soli ma erano freschi, carini e puliti. Brandon il fidanzatino amato da tutte le mamme se la batteva col bello e dannato, buio, tenebroso, con la notte dentro, traumatizzato, malinconico e con tutte quelle patologie che fanno arricchire gli psicologi chiamate del “bambino ferito”. Dylan McKay, il primo principe azzurro delle adolescenti degli anni ’90, che sceglie la brava ragazza montanara Brenda a scapito delle bionde miliardarie come lui.

Oggi Luke Perry non c’è più, scomparso anche lui il 4 marzo 2019 come Keith Flint, frontman dei Prodigy e con loro se ne vanno i teenage drama, il progressive beat dei Garbage, dei Propellerheads, di Moby, di Fatboy Slim, dei Chemical Brothers, dei Massive Attack. Se ne va una cultura a metà fra il romance e il pulp, se ne va Mtv, Andrea Pezzi e le trasmissioni assurdo/demenziali con i Bluevertigo, Ovosodo e quella strana atmosfera un po’ radical che noi chiamavamo futuro.

The future is unwritten: è il momento di tirare fuori di nuovo gli Uni Posca.


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