Ciao Rocky

Creato il 02 dicembre 2014 da Alessandro Manzetti @amanzetti

Ieri è scomparso Rocky Wood, saggista, scrittore, Presidente della Horror Writers Association, uno dei massimi esperti al mondo delle opere kinghiane e per ultimo mio grande amico, al quale devo davvero molto. Rocky se n'è andato a soli 55 anni, dopo l'ultima complicazione della malattia che stava combattendo da quando, nel 2010, gli era stata diagnosticata una grave patologia neurologica (MND Motor Neurone Disease), una malattia del gruppo della sclerosi laterale amiotrofica (SLA o ALS) che controlla l'attività della muscolatura involontaria, tra cui la parola, la camminata, la deglutizione, il respiro e i movimenti generali del corpo. Una patologia incurabile che si manifesta in modo sempre più progressivo, causando una grave disabilità, fino alla morte. Ma in tutto questo periodo, nonostante i gravi problemi che affrontava quotidianamente, Rocky non si è certo fermato o depresso, tutt'altro, ha continuato a lavorare e studiare con grandissima determinazione, trascinando tutti noi della Horror Writers Association verso nuovi progetti, idee e risultati eccezionali. Una persona sempre disponibile a supportare tutti, a occuparsi di persona di qualsiasi problematica, come ho potuto riscontrare personalmente tantissime volte. Un uomo leale e di talento che ammiro molto per quanto ha realizzato nella sua vita, seguendo fino in fondo sogni e passioni, per come ha affrontato la malattia, per l'amico che si è dimostrato nei miei confronti, in questi cinque anni di personale collaborazione su vari progetti, sia letterari che legati a varie attività della Horror Writers Association.

Per chi non conosce bene Rocky Wood, almeno qui in Italia, si tratta di uno dei più grandi studiosi al mondo, se non il più grande, dell'opera di Stephen King, con quale ha collaborato direttamente da molti anni. Una definizione di King stesso su Rocky, riportata nel suo recente romanzo Doctor Spleep (al quale Rocky ha collaborato per le varie ricerche documentali e riferimenti e connessioni tra il nuovo libro e il celebre romanzo The Shining),  la dice lunga sul loro rapporto e sulle attività  e conoscenze di Rocky: "My go-to guy for all things Shining…. The Rock knows my work better than I do myself.” Rocky Wood, nato a Wellington (Nuova Zelanda) e poi residente a Melbourne (Australia) ha dedicato all'opera di Stephen King tutta la sua vita e numerosi saggi, tra i quali: The Complete Guide to the Works of Stephen King (2003), Stephen King: Uncollected, Unpublished (2006), The Stephen King Collector’s Guide (2006), Stephen King: The Non-Fiction (2009), e Stephen King: A Literary Companion (2011) con il quale ha vinto il premio Bram Stoker Awards. Molti dei suoi saggi sono stati ristampati e aggiornati, e non si contano articoli e conferenze che lo hanno visto protagonista. Ma Rocky non si è fermato solo alla saggistica di stampo classico, nel 2011 ha scritto il saggio in forma di graphic novel Witch Hunts: A Graphic History of the Burning Times con il quale ha vinto di nuovo il Bram Stoker Awards. Rocky è stato presidente della Horror Writers Association dal 2010 fino ad oggi, portando l'associazione al record di associati e concretizzando molti nuovi progetti, come le scholarships, le borse di studio dedicate ai giovani autori di genere, e decine di attività e iniziative, spesso da lui direttamente ideate, a supporto del movimento horror e dark internazionale. Un vero trascinatore, sempre in prima fila, nonostante la malattia. Posso confidarvi che era davvero difficile stargli dietro, anche se negli ultimi tempi era costretto alla quasi totale immobilità. Ma ora, dopo avervi brevemente presentato Rocky, entrerò in un tema personale per me (ma anche per Rocky), molto importante, che mostra anche come il destino a volte sia bizzarro e severo.

Questi ultimi mesi, fino all'altro ieri, ho lavorato insieme a Rocky, per una casa editrice Italiana (senza alcun compenso ma come intermediario e amico personale dell'autore) alla edizione italiana di uno dei suoi saggi più famosi: "Stephen King - Uncollected Unpublished" che comprende anche opere inedite del Re, come poesie, capitoli di romanzi incompleti, sceneggiature non pubblicate ecc. Un lavoro eccezionale, una vera chicca per i fan e lettori di Stephen King. La traduzione dell'opera in lingua italiana (oltre un milione di caratteri) è stata affidata all'amico Daniele Bonfanti, che si è confrontato con Rocky per mettere a fuoco i vari contenuti, vista la loro mole. Due giorni fa ho mostrato a Rocky la copertina dell'edizione italiana del suo libro, ormai pronta a uscire questo mese, e abbiamo discusso gli ultimi dettagli della pubblicazione. Un progetto al quale Rocky teneva moltissimo, essere pubblicato nel nostro paese lo considerava un grande onore. Oltre alla perdita di un grande amico e di una grande persona, vivo il rammarico che Rocky, per pochi giorni, non potrà vedere pubblicata questa edizione Italiana, alla quale abbiamo lavorato quasi un anno. Uno scherzo del destino che mi addolora ulteriormente. L'uscita di questo libro (non vi anticipo l'editore e altri dettagli che saranno poi presentati) sarà comunque un piccolo tributo, anche qui in Italia, alla sua memoria e al suo lavoro. Grazie di tutto quello che hai fatto per me. Ciao, Rocky.


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