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Cina 21 - Intorno al lago Er Hai

Creato il 22 dicembre 2019 da Enricobo2

Cina 21 -  Intorno al lago Er Hai

La casa dei Batik a Zhou Sheng


Cina 21 -  Intorno al lago Er Hai

Ascoltando il cinguettio

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Donna Bai

Prima di lasciare definitivamente Wei Shan con la sua atmosfera calma e lontana dagli eccessi di folla, rimane ancora il tempo per un giretto nel giardino dietro al nostro albergo. E' molto verde e ricco di fiori, nonostante l'inverno incipiente. Dietro le alte siepi, i soliti gruppetti di anziani mattinieri ballano o fanno ginnastiche varie, semplici movimenti discioglimento, tecniche respiratorie di Qi Gong, balli di gruppo, pur ben coperti, per risvegliare il corpo. L'attività fisica gode evidentemente di una buona considerazione se si osserva la quantità di persone che popolano i parchi subito dopo l'alba. In una zona più appartata del giardino, tra laghetti e cascatelle, molto ricca di piante, puoi osservare un'altra delle passioni degli anziani cinesi, esclusivamente uomini però. Li vedi arrivare alla spicciolata con belle gabbie di legno prezioso o di bambù intrecciato, coperta da una stoffa scura. Si scelgono un loro angolino e poi appendono la gabbietta ad un ramo o ad uno dei molti fili evidentemente tesi allo scopo, quindi la scoprono e l'uccellino colorato, che sta appollaiato all'interno comincia a cinguettare, fermandosi solo di quando in quando per becchettare qualche granello nella sua piccola mangiatoia di preziosa porcellana, mentre il suo padrone se lo gode estatico. Qualcuno osserva quello del vicino ed insieme commentano la bellezza del volatile o la piacevolezza del suo canto. In qualche caso ci saranno pure delle compravendite, ma questo momento, l'ascoltare il proprio uccellino che gorgheggia, viene di certo considerato uno dei grandi piaceri della vita, cantato anche dai grandi poeti della tradizione.

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Produzione noodles

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Essiccazione delle tagliatelle

L'aria è ancora frizzantina mentre si torna verso Dali. Vicino a Dong Lian Hua, una cittadina a maggioranza Hui, ci si ferma a Yong Jiang Zhen, dove c'è un grande mercato alimentare, molto fornito di specialità locali mussulmane. In effetti non avevo mai visto una così grande varietà nell'offerta di ogni tipo di noodles, sia in forma che in dimensioni, spesso prodotti in diretta tra i banchi e nei laboratori dei negozietti che affacciano sulla strada. C'è la zona dei dolci di riso e degli altri tipi di pasta, anche lasagne e similari. Un panettiere sforna di continuo pane arabo e altri tipi di pizze tondeggianti ripiene. In grandi pentoloni si stanno cuocendo al vapore, che sale dalle fessure sottostanti diversi tipi di ravioloni o panini bianchi ripieni di pasta dolce di fagioli. Ma la parte più ricca è quella dei macellai che esibiscono i vari pezzi di carne, appesi a ganci o ammonticchiati sui banchi, con una sensazione di ricca abbondanza. Anche quelli che offrono frattaglie e fegati o trippe ne hanno in vista montagne, sgocciolanti sangue e altri liquidi che scivolano via negli scoli delle stradine. Un banco offre un'altra squisitezza locale le uova bollite col pulcino dentro che sembra abbiano molti estimatori. Anche la parte di frutta e verdura è molto estesa con esibizione di grandi varietà di prodotti, montagne di topinambour che ormai riconosciamo al volo, cavoli invernali, coste e spinaci, rape e zucchine, molti tipi di funghi di cui pare siano assai ghiotti e piramidi di bellissima frutta. Io mi lascio subito tentare da un altro campioncino di peperoncino dal rosso vivace e apparentemente molto pizzicoso.

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Panini al vapore

Apple compra a man bassa, evidentemente qua la merce è nota per la sua qualità o per il prezzo particolarmente conveniente, soprattutto i noodles, essiccati sul posto, sembrano essere speciali. La maggior parte delle donne che si aggirano tra i banchi sono velate, ma generalmente la testa è coperta con stoffe colorate che nascondono soltanto la capigliatura lasciando ben libero il viso. Gli Hui sono arrivati quaggiù con la discesa dei mongoli della dinastia Yuan, attorno al 1300 ed il loro credo si è stemperato con le culture locali senza mai lasciarsi andare a particolari estremismi, come spesso è accaduto nelle steppe del nord e dell'Asia centrale. Tra i banchi ritrovi ogni tanto anche le macchie di vivaci colori dei costumi di qualche donna di minoranza Yi, che spicca subito tra l'uniformità delle altre tinte. Keith si mette invece a chiacchierare con una signora dall'aria più intraprendente, che prende appunti su carte e taccuini ed alla quale si rivolgono diverse persone all'intorno. Pare che sia una sensale di matrimoni che arriva dal vicino Myanmar, paese a cui Keith è molto interessato e qui siamo a meno di 100 chilometri dal confine. Infatti la carenza di donne caratterizza anche questa parte della Cina, per lo meno da quando la politica, oggi superata, del figlio unico aveva condotto agli eccessi degli aborti selettivi, al punto che erano state addirittura vietate le ecografie per individuare il sesso dei nascituri, ma che comunque ha condotto ad una certa attuale sproporzione tra i sessi tra i giovani in età di matrimonio. Sembra che le ragazze che arrivano da oltre frontiera siano piuttosto ricercate, mentre quelle siano molto interessate ad emigrare da un paese al momento molto più povero di questa Cina rampante e piena di occasioni economiche.

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Le tre pagode

Poi si procede di nuovo verso nord rimanendo sulla strada che consente una vista del lago di Erhai da una quota leggermente più elevata. Un grande belvedere davanti alle tre pagode dorate che sono  uno dei simboli di Dali te ne permette un'ultima vista ricordo, sotto al monumento di una grande fenice alla quale i raggi di un pallido sole fanno risplendere le ali dorate. Il monte alle spalle dei templi che svettano alti ed eleganti, è avvolto dalle brume d'inverno che lo fanno rassomigliare ad uno dei dipinti che ornano le sale dei musei di questo paese. Curiosamente la maggior parte degli oggettini che sono offerti ai passanti sotto le ali spiegate del grande uccello che sorge dalle sue ceneri, sono fischietti di terracotta o di maiolica dipinta, alcuni molto simili alle nostre ocarine, con le quali, i ragazzini venditori, si affrettano a concedere dimostrazioni d'uso. Poi si continua a risalire la montagna in un territorio comunque denso di abitazioni. Questa zona è abitata in maggioranza dalla gente Bai, che veste, quando ancora lo fa, abiti chiari arricchiti da ricami complicati, che tuttavia, al di fuori delle occasioni festive, sono portati solo da qualche anziana quando frequenta il mercato o nei paesini più isolati. E' davvero interessante questa mescolanza che tuttavia mantiene una netta suddivisione di abitudini e ancor più di linguaggio e stile di vita, che si alterna a brevissima distanza in ogni valle, verso ogni direzione, alternandosi senza confondersi, in una scacchiera di colorazioni diverse, da paese a paese, da un gruppo di case all'altro e che è rimasta evidentemente, una caratteristica comune in tutta la provincia dello Yunnan.

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Anziane Bai

Ancora una decina di chilometri e siamo a Zhou Sheng, paese di Bai, dove è possibile scoprire una attività storica e assolutamente particolare, che non ha emulazioni, nota in tutto il paese, ormai trasformata in attrattiva turistico-museale oltre che commerciale. Qui una famiglia prosegue da 17 generazioni la produzione di una sorta di batik di colore blu indigo che sfrutta il succo di una pianta locale e che produce stoffe famose in tutto il paese. La formazione dei particolari fittissimi ed eleganti disegni bianchi su fondo blu, non viene ottenuto con l'uso noto della copertura con la cera, via via tolta per lasciare spazio al colore, ma mediante una tecnica di imbastitura che forma una serie di bitorzoli che impediscono alla tintura di arrivare al tessuto, sia seta o cotone. Dopo l'immersione nei vari bagni, bolliture, fissaggi ed essiccazioni del caso, il filo viene tagliato via e il grumo di tessuto si libera lasciando visibile la parte bianca non raggiunta dalla tinta che forma così il complicato disegno finale. Da un lato è indubbiamente bello assistere a tutte le operazioni di produzione, ancor più bello ammirare i tanti tessuti esposti, davvero uno più magnifico dell'altro. quasi quasi scendo in trattativa su una bellissima sciarpa di seta, ma il prezzo iniziale e la evidente poca propensione dell'addetta alle vendite, ad una trattativa consistente per farla scendere di prezzo, mi fanno subito desistere. La mia gentile signora è rimasta così a bocca asciutta e naturalmente poi mi sono pentito del mio braccino corto. Sarà per la prossima volta, almanacco trame e me mentre imbocchiamo la nuova autostrada di montagna per  LiJiang.

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La tintura


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Oche secche

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Uova "ripiene"


10 - A casa 9 Tradizione o modernità
8 - Quasi pronto 7 - Partire e ritornare 6 - Carri 5 - Bus e treni 4 - Visti 3 - Ma come tutto è difficile. 2 - Prenotare il resto 1 - Prenotare i voli Si parte Otarie in pensione.

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