Cinema, la recensione di “Fury”: “Gli ideali sono pacifici, la storia è violenta”

Creato il 04 giugno 2015 da Stivalepensante @StivalePensante

(Recensione di Ivana Mette per “storiadeifilm.it“) - “Fury” è un film di David Ayer, con Brad Pitt, Shia LaBeouf, Logan Lerman, Michael Peña e Jon Bernthal.

Aprile 1945, mentre gli Alleati fanno la loro spinta finale in Europa, un agguerrito sergente dell’esercito, di nome Wardaddy (Brad Pitt) comanda un carro armato Sherman e il suo equipaggio di cinque uomini in una missione mortale dietro le linee nemiche. Nonostante l’inferiorità numerica, grazie alla loro arguzia, Wardaddy e i suoi uomini affrontano forze schiaccianti nell’eroico tentativo di colpire nel cuore della Germania nazista.

Dopo Salvate il soldato Ryan�, finalmente un film di guerra come non se ne vedevano da tanto. Una pellicola dall’impatto visivo impressionante che, senza pudore e senza sentimento, racconta la cruda realtà della guerra la quale, senza abbellimenti di sorta, senza benevolenza o insulso perbenismo, si infiltra nella vita e nella mente dei soldati, forgiandoli per essere pure macchine atte soltanto a completare la loro missione e ad essere pronti a sacrificare la propria vita per essa, più che per gli ideali che li hanno portati sul campo di battaglia. Ma, in tutta questa babilonia di esplosioni, morti e senso del dovere, si insinua anche la vorticosa l’umanità, la mente lucida, strategica e il sangue freddo del personaggio di Pitt. La magistrale interpretazione da parte di tutto il cast segna in maniera rimarcata tutta la pellicola, fornendole in questo modo un impatto ancora più intenso e pressante. Il messaggio parte forte e chiaro: la guerra è inferno. Un inferno più potente di quello che si può incontrare dopo la morte. Quest’ultima è il traguardo finale, la vittoria e la liberazione personale, ma soltanto se raggiunta con coraggio e voglia di combattere fino allo strenuo, dimostrando forza e temerarietà fino all’ultimo. La pellicola è uno scorcio di una guerra giunta ormai quasi al termine, ma che è ancora capace di mietere le sue vittime e dare un alone di deprimente realtà, alla quale non può che associarsi la brutalità  umana nella sua più arcana natura. “Lo vedrai, ciò che un uomo può fare ad un altro uomo”� dice Bible (il personaggio di Shia LaBeouf) all’inizio del film. Frase emblematica che, volendo, riassume buona parte del film. La crudeltà e la violenza messe in atto dall’insieme ordinato di soldati che si scontrano nel campo di battaglia e dalla bestialità dei carri armati, diventano quasi… (per continuare a leggere la recensione > “storiadeifilm.it”']);">cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).


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