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Cinzia, o della lotta quotidiana per essere sé stessi

Creato il 16 dicembre 2018 da Chemako @chemako71
Cinzia, o della lotta quotidiana per essere sé stessi
Rat-Man, per me, è sempre stata una lettura molto piacevole e divertente. Me lo prestava con cadenza settimanale un ex-collega e io restavo rigorosamente folgorato dai colpi bassi che Leo Ortolani inseriva nel bel mezzo della narrazione. Definirle freddure sarebbe riduttivo, perché, molto spesso, erano dei veri colpi di genio: spiazzanti, esilaranti e ficcanti. Ma c'era un altro elemento del mondo di Rat-Man che mi aveva folgorato fin dalla sua prima apparizione: Cinzia. Ben più di un personaggio di contorno, la bionda transessuale era passata nel tempo dal ruolo di mera comparsa a quello di imprescindibile co-protagonista. Ortolani ha deciso quindi di dedicarle un libro e una storia tutta per lei, perché se lo meritava, lo esigeva, aveva tutti i requisiti per poter assurgere a protagonista di un romanzo grafico. La Bao Publishing ha dato alle stampe questo volume, elegante quanto lo è Cinzia, svettante in copertina sul tacco dodici e fasciata da una sexymise leopardata.
Leggibile anche da chi non abbia mai letto Rat-Man, Cinzia è un fumetto che non si dimentica. Leo Ortolani ha creato una storia che ci restituisce Cinzia in tutta la sua umana quotidianità. La vediamo affrontare il pregiudizio dei perbenisti nella difficile ricerca di un posto di lavoro. Patiamo insieme a lei quando si innamora perdutamente di un uomo apparentemente impossibile. Rivediamo noi stessi nello spasmodico sforzo di piacere a tutti i costi, di compiacere gli altri per ricevere una carezza, un riconoscimento, uno sguardo privo di giudizio. Ci affliggiamo e ci riconosciamo quando mente a se stessa, alla sua natura pur di essere amata. Ma la bellezza di questo fumetto è che mai si cade nel dramma; Ortolani ha il dono di alternare sempre momenti pesanti con i suoi classici colpi di genio comico, che hanno la capacità di risollevarti, anzi, di non farti mai cadere nella tristezza. Il talento che ha l'autore è sapere mantenere questo equilibrio fino all'ultima pagina, girata la quale, ti fermi un po' a pensare. E capisci che hai appena letto un fumetto che dell'ironia fa la sua arma vincente; vincente verso tutti i gretti moralismi che avvelenano la nostra vita, che operano costantemente per non farci essere quello che siamo.
Cinzia, o della lotta quotidiana per essere sé stessiCinzia è tutti noi, una fragile persona coraggiosa, che lotta ogni giorno contro le sue paure per non affogare nella melma del pregiudizio. Che si accetta e, alla fine, si mostra per quello che veramente è: né uomo, né donna, ma solo e solamente Cinzia, nella sua inimitabile unicità. In questo periodo di dilagante ostilità e rifiuto dell'altro, di mancanza di rispetto verso chi non si uniforma alla norma e alla tradizione, Cinzia diventa un fumetto importante e necessario, come afferma Licia Troisi nella prefazione. Ed è così importante perché usa gli strumenti della sincerità, dell'amore e dell'ironia che, a ben vedere, sono le sole capaci di spazzare via la nube tossica del pregiudizio.

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