La negazione di un fatto non ne è la soluzione.
Anna Arkad'evna leggeva e capiva, ma non provava piacere a leggere e a seguire il riflesso della vita degli altri. Aveva troppa voglia di viverla lei, la vita.
Io sono come un essere affamato al quale abbiano dato da mangiare. Avrà forse freddo, e avrà il vestito lacero; avrà vergogna forse, ma non è infelice. Io infelice? No, eccola, la mia felicità...
Un'idea giusta non può non essere feconda.
- Io non penso nulla - ella disse - ma t'ho sempre voluto bene, e quando si vuol bene, si vuol bene a tutta la persona così com'è, e non come si vuole che sia.
Non ci sono condizioni tali a cui l'uomo non possa abituarsi, in particolare se vede che tutti quelli che lo circondano vivono allo stesso modo.