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Cittadinanza Attiva – Seconda parte – artt. 13-28

Creato il 12 gennaio 2018 da Albix

Cittadinanza Attiva – Seconda parte – artt. 13-28

ART. 13 – L’aspetto più importante della libertà fisica è rappresentata dalla libertà personale che la Costituzione dichiara inviolabile, e consiste nella garanzia contro ogni costrizione della persona. La garanzia fondamentale della libertà personale è che nessuno può essere detenuto, sottoposto a ispezione o a perquisizione personale arbitrariamente.

Infatti l’ordine di arrestare una persona può avvenire soltanto se c’è un provvedimento motivato di un giudice e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza i Carabinieri o la Polizia possono adottare provvedimenti provvisori di restrizione della libertà personale. Tali provvedimenti devono essere comunicati entro 48 ore all’Autorità Giudiziaria che ha altre 48 ore

per confermarli oppure per revocarli.

ART. 14 – Secondo l’art. 14 della Costituzione il domicilio è inviolabile. Analogamente a quanto  abbiamo visto per la libertà personale, un’intrusione nella residenza, nel domicilio o nella dimora di una persona può aversi soltanto nei casi e nei modi previsti dalla legge ed in presenza di un’autorizzazione motivata di un magistrato. La legge può prevedere speciali limitazioni alla libertà di domicilio per motivi di sanità e  di incolumità pubblica.

ART. 15 – L’articolo 15 della Costituzione garantisce la segretezza e la libertà della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione definite inviolabili.

Anche in questo caso la loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’Autorità giudiziaria.

ART. 16 – Per quanto riguarda la libertà di circolazione e soggiorno l’art. 16 della Costituzione stabilisce che ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale ed anche entrare ed uscire liberamente dai suoi confini. Tale diritto ha visto un significativo ampliamento spaziale in ambito europeo. I cittadini degli stati membri dell’Unione Europea infatti, godono di analogo diritto in tutto il territorio dell’Unione .

Anche per la libertà di circolazione e soggiorno la costituzione prevede delle limitazioni per ragioni di sanità e incolumità pubblica, ma mai per ragioni politiche.

ART. 17 – Tutti i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e sen’armi. Soltanto per le riunioni in luogo pubblico (quali ad esempio strade, piazze, parchi ecc.) occorre dare preavviso ai Carabinieri oppure alla Questura e queste autorità possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

ART. 18 – I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente senza autorizzazione purchè non si tratti di associazioni segrete e di associazioni  che perseguano scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

ARTT.  19 e 20 – In Italia tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, purchè non si tratti di riti contrari al Buon Costume. Questo articolo comprende anche la libertà di non professare alcuna religione dichiarandosi ateo o più genericamente non credente.

ART. 21 – Tutti hanno  il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero

La libera manifestazione del proprio pensiero si può attuare, secondo il dettato letterale dell’art. 21 della Costituzione “con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

 

Anche se al tempo in cui è stata redatta la Costituzione (1946-1947) non erano diffusi in Italia la televisione, internet e gli altri mezzi di comunicazione di massa, è evidente che le garanzie e le limitazioni che essa prevede con riferimento alla carta  stampata (all’epoca il mezzo di comunicazione decisamente più diffuso) devono intendersi riferite anche  a questi mezzi di comunicazione di massa (mass media).

Se da un lato la Costituzione dichiara il divieto di assoggettare tali mezzi di comunicazione di massa ad autorizzazione e censura, dall’altro lato occorre precisare che la libertà di manifestare il proprio pensiero incontra dei limiti che in un certo senso possono considerarsi il completamento stesso del complesso sistema di libertà apprestato dalla Costituzione.

I limiti più importanti sono costituiti dal divieto di offendere la dignità di altre persone ( la cui violazione è punita dal codice penale con la previsione dei reati di ingiuria e diffamazione a mezzo stampa) e dal divieto di violare il diritto alla riservatezza (peraltro questo divieto, soprattutto per quanto riguarda i personaggi famosi,  deve fare i conti con il diritto alla informazione ed il diritto ad essere informati); altri limiti importanti sono il divieto di istigazione a commettere reati ed il divieto di offendere il pudore sessuale (manifestazioni contrarie al buon costume).

In Italia (ma anche nel resto del mondo)  è quanto mai vivo il dibattito sulla pluralità della informazione. Nel nostro Paese infatti, i grandi mezzi di comunicazione di massa sono concentrati nelle mani di pochi gruppi finanziari che si trovano così a gestire un potere enorme che, se esercitato in maniera impropria o, peggio ancora, con secondi fini, può portare a degli abusi e a delle conseguenze deleterie sulle coscienze e sul modo di pensare delle persone (si pensi all’uso distorto che fecero i regimi totalitari della stampa e della radio nel periodo tra le due guerre); in Italia tale uso distorto ottenne al regime fascista il consenso quasi plebiscitario alla guerra, nella erronea convinzione che il nostro Paese avesse un esercito adeguato ad una guerra (la seconda guerra mondiale) che invece ci costò tanti morti e devastanti distruzioni.

Ecco perché la legge prevede dei limiti alla concentrazione di proprietà di giornali e televisioni, allo scopo di evitare che una sola persona oppure solo un gruppo finanziario si trovino a possedere la quasi totalità dei mezzi di comunicazione.

Tale pericolo è forse oggi reso meno incombente dalla diffusione sempre più capillare di Internet, che grazie ad una rete fittissima di contatti  tra i navigatori della rete (youtube; facebook; myspace; ecc;) e grazie alla presenza di una miriade infinita di siti e di blogs i quali, nascendo spontaneamente e liberamente, senza preventivi controlli e con costi di manutenzione molto limitati, rendono possibile una libera effettiva circolazione di idee.

ART. 22 – Questo articolo sembra, all’apparenza banale, ma stabilisce  al contrario delle limitazioni anche nei confronti dello stesso legislatore, il quale non potrà mai fare una legge per privare qualcuno, a causa delle sue idee politiche, della capacità di essere titolare di diritti, oppure della sua cittadinanza italiana o addirittura del proprio nome.

ART. 23 – L’articolo 23 è molto importante perché stabilisce che i tributi (imposte, tasse e contributi) possono essere stabilite soltanto dal Parlamento.

ART. 24 –  Questo articolo garantisce il diritto di azione ad ogni cittadino (e anche agli stranieri residenti in Italia). La difesa in un processo penale viene proclamata come un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento penale. I padri costituenti vollero questo articolo in contrasto con il regime fascista che invece aveva istituito i tribunali speciali, che celebravano processi politici contro i dissidenti (ad esempio Antonio Gramsci venne condannato da un tribunale speciale e venne incarcerato per le sue idee politiche antifasciste).

ART. 25 – Anche questo articolo, come il precedente rafforza il diritto di libertà di ogni cittadino e si pone come un argine contro eventuali abusi di potere. Nessuno può essere infatti punito se non in forza di una legge penale che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Inoltre ogni imputato di un reato deve essere giudicato da un giudice imparziale.

ART. 26 – Questo articolo riguarda l’estradizione. L’estradizione consiste nel consegnare un cittadino italiano alle autorità di uno stato straniero affinché venga giudicato per dei reati commessi in quello stato straniero che richieda la sua estradizione (cioè la sua consegna alla polizia dello stato straniero). In nessun caso però tale estradizione può essere ammessa alfine di essere giudicato per reati  politici.

ART. 27 – L’articolo 27 della Costituzione è considerato il centro del sistema di tutele e garanzie predisposte a favore dei cittadini e degli stranieri che si trovino in Italia. Esso è ricordato per quattro principii che corrispondono ad altrettante conquiste della civiltà giuridica:

  1. L’abolizione della pena di morte;
  2. Il fine rieducativo della pena da scontare in carcere;
  3. La presunzione di innocenza sino alla condanna definitiva;
  4. La personalità della responsabilità.

ART. 28 – Con riguardo a questo articolo occorre sapere che lo Stato e gli altri enti pubblici rispondono dei danni che i loro dipendenti causano ai cittadini.

2. continua…


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