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Cittadini mancati

Creato il 26 novembre 2019 da Simone D'Angelo @SimonDangel

Senza Stato e spesso invisibili: sono gli apolidi, cittadini del mondo ma di nessuno Stato. Ne esistono di fatto due categorie: quelli riconosciuti dai Paesi in cui stanziano e quelli non riconosciuti, perché non ne hanno lo status, e che vivono da invisibili. In Italia i primi sono poco più di 700 mentre i secondi sono stimati in più di 3mila, in base ai dati in possesso del Tavolo Apolidia, e non godono di alcun diritto o assistenza.

"Molti sono originari dell'ex Jugoslavia o delle ex repubbliche sovietiche, molti sono rom e altri ancora della Palestina - illustra Daniela Di Rado del Consiglio Italiano per i Rifugiati - Tra l'altro l'apolidia la si eredita dai genitori se anch'essi si trovano in questa condizione". Gli apolidi sono sovente "effetti collaterali" di guerre, rivoluzioni, dissoluzioni di nazioni o più banalmente di complicanze burocratiche.

Attorno al Tavolo Apolidia ruotano da alcuni anni enti e associazioni che promuovono campagne e iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica e fare pressione su Parlamento e Governo affinché il nostro Paese adotti una legge che regoli il riconoscimento dello status e la tutela concreta dei diritti di tali persone, dall'assistenza sanitaria all'accesso all'istruzione, dal lavoro alla giustizia.

L'Italia ha recepito la Convenzione sullo statuto delle persone apolidi del 1954 delle Nazioni Unite ma poi non ha più fatto nulla. L'assenza di una normativa nazionale e una procedura chiara rende assai difficile ottenere lo status tanto che il riconoscimento arriva di frequente in seguito a istanze avanzate in tribunale.

In collaborazione con il Consiglio Italiano per i Rifugiati e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati nel 2015 la Commissione Diritti Umani del Senato della Repubblica ha depositato un disegno di legge sul riconoscimento dello status di apolide. L'entrata in vigore di una legge organica garantirebbe una prassi semplice e accessibile, faciliterebbe l'identificazione degli apolidi presenti in Italia e assicurerebbe loro il godimento dei diritti fondamentali. Ma con il termine della XVII legislatura il disegno di legge è finito in un "cassetto" e non è stato più ripresentato.


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