Magazine Diario personale

Clandestini

Creato il 07 febbraio 2018 da Povna @povna

Tra le varie attività che la ‘povna si è trovata a organizzare nella Scuola sopra la Piscina in questo gennaio per volontà di Walrus, rientrano tutte quelle legate, in qualche modo, al Giorno della Memoria (in parte lo aveva già scritto). In questo, in mezzo a iniziative di storia, civiche, di commemorazione a vario titolo, rientra anche la proiezione di alcuni film che, ogni anno, organizza in matinées scolastiche il bel cinema d’essai della piccola città.
Che questo anno proponeva, tra gli altri, la visione di questo titolo, che propone un raffinato e originale sguardo sulla storia degli Ebrei nascosti a Berlino durante la guerra, costretti a vivere quotidianamente di espedienti per sopravvivere in una città che era stata dichiarata “judenrein”. La ‘povna (che aveva letto nel viaggio di andata verso Berlino questo libro, che consiglia) aveva già deciso di portarci gli Stranamori (perché il film è adatto al triennio, e in particolare a loro che si devono impratichire del concetto di “cinedocumentario”, in vista della loro partecipazione al Festival Due Astri, nel gemellaggio con l’Isola), ma non dimentica, mai, di avere ancora un legame assai profondo con un’altra classe in pectore.
Così un pomeriggio di qualche settimana fa tippetta sul gruppo dei Lord Inglesi ex-Scoiattoli: “Bimbi, avete sentito parlare di questo film? Varrebbe la pena di vederlo, è molto bello”.
La risposta di Venusia è di quelle che allargano il cuore: “Sì, prof. Verremo nella piccola città a vederlo il 7”.
La ‘povna (che come sempre conosce il calendario universale sulla punta delle dita) sorride saputa: “Avete detto il 7? E’ un mercoledì, potrei venire a trovarvi!”.
“Davvero, prof.? Che bellezza!” – subito risponde Invictus. E poi dietro di lui tutti gli altri, pianificano e decidono il da farsi. Nel frattempo la ‘povna, durante una delle loro chiacchiere di aggiornamento, scopre che uno degli accompagnatori sarà Saetta. “Accidenti” – gli fa – “con i Lord avevamo deciso che dovevamo fingere di incontrarci casualmente, senza che gli accompagnatori lo sapessero”.
“Mi spiace ‘povna” – ride lui – “vuol dire che farò del mio meglio per fare una faccia stupita, spero di ricordarmelo”.
E poi appuntamento per tutti al giorno della matinée programmata.
Oggi, dunque, la ‘povna – sfidando i dolori da influenza, la testa ottusa in un lago di moccio, alle 8.30 ha salutato con bel garbo i Super Marii che martellavano di buon grado nella sua cucina dalle 7, ha inforcato la bici, e se ne è andata in corso Europa, davanti al Caffè Scambio, il luogo dell’appuntamento (come le aveva comunicato la sera prima il fido Gordie). Lì ha trovato ad attenderla i primi del gruppo: Logico, Invictus, Parlantina: “Buon giorno prof., grazie!” – la salutano con un sorriso larghissimo – “il professor Saetta è al bar, se vuole raggiungerlo”.
La ‘povna annuisce, loro pure, felici di essere tornati sotto le cure dei loro insegnanti del cuore, per un giorno. Il tempo di un caffè e un po’ di altre chiacchiere, poi si avvia con Saetta a recuperare tutti. Nel frattempo, è arrivato l’altro collega: “Che sorpresa, che casualità ‘povna, si parlava proprio di te! Ci fai compagnia per un tratto?”.
La ‘povna annuisce. Loro sorridono sornioni. Saetta anche.
Arrivano al cinema, la ‘povna chiede e ottiene il permesso di imbucarsi dai gestori (che la conoscono vecchia da quando aveva diciannove anni). La visione conferma (per la ‘povna era un secondo round) l’altissimo livello. All’uscita, il tempo di uno scambio di opinioni, e poi saluti e baci, ognuno per la sua strada, ma:
“A presto, prof.! E’ bello fare i clandestini” – sorride Gordie.
“Ci mandi i libri di cui ci ha parlato” – le ricordano Venusia e Cantante.
“Le salutiamo Adelmo”.
“Noi ci sentiamo, ‘pov, io scappo a scuola” – Saetta si dilegua saltellando.
E anche la ‘povna, sorridendo della sua mattina abusiva, bicicletta felice verso casa.


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