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"Colazione da Darcy" di Ali McNamara: Non pigliate lucciole per lanterne!

Creato il 29 giugno 2012 da Alessandraz @RedazioneDiario
Pubblicato da Gabriella Parisi Cari lettori, ho dato un titolo chiaramente provocatorio alla mia recensione per non lasciarvi fuorviare dal titolo di questo romanzo. Infatti — anche prima di scrivere l’anteprima del libro, apparso nelle nostre librerie i primi di maggio per Newton Compton — ho sentito vari commenti che lo annoveravano fra le Austen Inspired Novels, ovvero quella serie di libri scritti intorno alla figura di Jane Austen e ai personaggi dei suoi romanzi. Niente di più sbagliato! Darcy è un nome proprio abbastanza comune nei paesi anglosassoni (probabilmente è stato ispirato proprio dal Mr Darcy di Orgoglio e Pregiudizio); un nome unisex, in questo caso il nome della protagonista di Colazione da Darcy. E voglio assicurare chi già sta pensando di gridare allo scandalo ritenendo la traduttrice e Newton Compton come gli autori di un titolo così ambiguo perché evocativo di ben due capolavori della letteratura — naturalmente, oltre al succitato Orgoglio e Pregiudizio ci ricorda Colazione da Tiffany di Truman Capote — che si tratta della traduzione assolutamente letterale del titolo inglese. Del resto la McNamara, nei titoli dei suoi romanzi, gioca molto ad evocare film e libri; se pensate che il suo primo romanzo — in cui la protagonista è ossessionata dal mondo del grande schermo — si intitola From Notting Hill With Love… Actually (una divertente miscela dei nomi di ben tre film!) E il riferimento — sebbene molto piccolo — a Colazione da Tiffany c’è.
Autore: Ali McNamara Titolo: Colazione da Darcy Titolo Originale: Breakfast at Darcy's Traduzione di Manuela Francescon Casa Editrice: Newton Compton pagine: 384 prezzo: € 9,90 Data Pubblicazione: 3 maggio 2012 Trama: Quando Darcy McCall perde l’adorata zia Molly, l’ultima cosa che si aspetta è di ricevere in eredità un’isoletta in mezzo al mare. Secondo le ultime volontà della donna, però, per entrarne in possesso, Darcy dovrà trascorrere almeno dodici mesi sull’isola di Tara, al largo delle coste occidentali dell’Irlanda. Una bella sfida, non c’è che dire, per una come lei, abituata alla frenetica vita londinese. Ma forse un cambiamento è proprio ciò di cui Darcy ha bisogno, così, senza quasi rendersene conto, da un giorno all’altro si ritrova a dover dire addio alle amate scarpe con il tacco per indossare un paio di orribili stivali. Adattarsi alla spartana vita dell’isola sarà un’impresa tutt’altro che facile, ma nel ristorantino appena aperto, tra una tazza di tè e i biscotti fatti in casa, Darcy scoprirà che l’isola ha molto da offrire… E dopo le difficoltà iniziali, il calore e l’affetto della piccola comunità di Tara finiranno per conquistare anche la mondana Darcy. Nuovi amici e forse un nuovo amore l’attendono dietro l’angolo: chi, tra l’affascinante Conor e il testardo Dermot, saprà far battere il suo cuore?  Leggi un estratto
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RECENSIONE

Great Blasket Island

Ispirata dai suoi numerosi viaggi in Irlanda e dalle tradizioni e leggende locali, la McNamara sforna questo fresco e spensierato romanzo chick-lit in cui la protagonista, Darcy McCall eredita dall’affettuosa zia Molly nientemeno che un’isoletta al largo dalle coste occidentali dell’Irlanda. Un’isola che — sebbene nel libro si chiami Tara, proprio come la collina delle leggende irlandesi e anche la magione di Rossella O’Hara in Via col Vento — è identificabile con Great Blasket Island. Unica condizione: vivere sull’isola per un anno. Il che non è propriamente il sogno di Darcy, pseudo-giornalista rampante per una rivista di moda e bellezza e fissatissima con il look.

Great Blasket Island

Le vicissitudini della vita, però, la costringono ad accettare la sfida e a reclutare un piccolo gruppo di volontari. Già, perché non è solo Darcy che dovrà vivere sull’isola per un anno, ma anche una piccola comunità di almeno quindici elementi! Naturalmente la gente risponde a frotte alla domanda di Darcy e del suo avvocato, Niall Kearney, credendo che si tratti di un nuovo segretissimo reality show (una sorta di incrocio de La Fattoria e Lost); ma quando scopre che non è così e che le condizioni di vita sull’isola sono davvero difficili, molti la abbandonano. Darcy può contare però sulla sua affezionata compagna di appartamento, Roxi — piombata a sorpresa sull’isola —, su Niall, su Conor — un attraente fac-totum — e su Dermot, il costruttore che ha ristrutturato ed edificato buona parte delle abitazioni dell’isola. E naturalmente c’è il vecchio Eamon, che abita Tara da sempre, vecchio amico di zia Molly, sempre pronto a raccontare delle tradizioni irlandesi e delle leggende di Finn McCool.

La storia segue i soliti cliché del chick-lit; Darcy arriverà a ‘crescere’: le condizioni di vita sull’isola e le difficoltà incontrate la costringeranno ad occuparsi meno dell’apparenza e più della sostanza. Lei che originariamente era un personaggio attentissimo ai dettagli e alle griffe, shopaholic come Rebecca Bloomwood in I Love Shopping, con l’evolversi della narrazione arriverà addirittura a indossare le vesti di una sorta di Finn McCool in gonnella, capo autorevole e pratico di Tara, sempre pronta a nuove sfide, ispirata dalla magia irlandese onnipresente sull’isola.

Great Blasket Island

Ovviamente la natura di chick-lit del romanzo — che si potrebbe considerare quasi un retelling di alcune delle leggende su Finn McCool in chiave moderna —, non consente un approfondimento delle tradizioni e delle leggende celtiche, che vengono solo accennate e quasi inserite in massa nel romanzo, con una sorta di fiera del luogo comune sull’Irlanda e sulla magia celtica. Tuttavia, potrebbe essere un buon punto di partenza per uno studio più dettagliato di simboli e tradizioni; come la magia del claddagh, l’allegorico anello celtico, che va indossato secondo regole precise, stabilite fin dal XVI/XVII secolo, periodo al quale risalgono le prime leggende. Il mistero dell’anello tradizionale che zia Molly indossava — e il cui simbolo si incontra ripetutamente sull’isola — costituiscono uno dei rebus del romanzo: uno dei fattori che ci fanno immergere nell’atmosfera di Tara. 

Claddagh

Purtroppo si tratterà di un’immersione molto superficiale; se vogliamo andare a fondo ci toccherà farlo per conto nostro. Per ora ci dovremo accontentare di una spruzzatina di profumo celtico qua e là, seguendo una trama che di originale ha ben poco, ma che alle consumatrici di chick-lit farà molto piacere leggere. Riguardo all’allusione a Colazione da Tiffany nel titolo, questo brano dovrebbe spiegare tutto:
«È una cosa che non ho mai provato prima d’ora. Quando mi trovo lì ho l’impressione che qualcuno mi conforti, che mi abbracci addirittura. Mi sento al sicuro. In effetti è così che mi sento a Tara, al sicuro». Sorrido a un certo ricordo. «La sera della cena Roxi mi ha detto che somigliavo a Audrey Hepburn. Ovviamente non era vero. Ma in Colazione da Tiffany è proprio così, che si sente Holly Golightly quando entra da Tiffany: al sicuro».
Tutto sommato una lettura gradevole, che sarebbe bello veder trasformata in sceneggiatura per une di quelle deliziose commedie romantiche che piacciono tanto alla McNamara. Del resto, alla domanda “Quali sono i tuoi scrittori preferiti?” la scrittrice inglese risponde con i nomi di due famosissimi sceneggiatori: Richard Curtis (Love Actually, Quattro Matrimoni e un funerale, i due Diari di Bridget Jones, Notting Hill) e Nora Ephrom (Harry ti presento Sally, C’è [email protected] per te, Insonnia d’amore). E pare che, effettivamente, l’industria cinematografica abbia acquistato un’opzione per trasformare Colazione da Darcy in un film. Che sono molto curiosa di vedere!
L'AUTRICE 
Ali McNamara ha iniziato a scrivere per gioco postando alcuni pensieri sul sito di Ronan Keating, ex membro della band Boyzone, finché le sue considerazioni non si sono trasformate in una storia vera e propria, che ha attirato migliaia di contatti giornalieri sulla pagina del cantante. Quando si è accorta di questo straordinario successo, Ali ha messo la sua scrittura a disposizione dell’associazione benefica di Keating, vendendo le sue storie all’asta per poi devolvere il ricavato alla lotta contro il cancro. Dopo questo strano inizio, ha deciso di scrivere il suo romanzo d’esordio From Notting Hill with Love… Actually, che è stato un grande bestseller in Gran Bretagna e sarà presto pubblicato in Italia dalla Newton Compton. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito www.alimcnamara.co.uk o seguitela su twitter: @AliMcNamara.

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