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Colpi in avvio, corse all’ultimo rinforzo e tanti ”non succede”: è stato un calciomercato da dimenticare

Creato il 01 febbraio 2017 da Agentianonimi

Colpi in avvio, corse all’ultimo rinforzo e tanti ”non succede”: è stato un calciomercato da dimenticare

Era partito coi classici botti di fine anno e le trattative ”milionarie” per Gagliardini (28mln complessivi tra prestito, ODR e bonus: è IL colpo del mercato) e Pavoletti, ed è finito con un’assurda caccia (mancata) al colpo last-minute che potesse svoltare una stagione ormai avviata su un’imprevedibile prevedibilità, soprattutto nella zona-retrocessione: il calciomercato invernale 2017 è stato una delusione, con le 48 ore milanesi, vissute dagli inviati di AA e dagli addetti ai lavori tra lo Starhotels Business Palace e gli hotel milanesi (il mercato si concentra tra Centrale e Repubblica), che hanno regalato pochissime emozioni e confermato le scarse disponibilità economiche dei nostri club in questa sessione, oltre al definitivo addio ai grandi colpi last-minute. Nelle ultime ore, infatti, si è parlato più di Crotone che delle possibili trattative a sorpresa, e questo è indicativo di un mercato che, anche rispetto alla sessione 2015, è calato nettamente di tono (ma non di visibilità, tira più una trattativa di fine sessione di un carro di buoi), pur regalando tanti spunti.

Come dicevamo, questo è stato il mercato dei botti in partenza (e solo in partenza), ma non solo: la sessione invernale è stata ricca di ”non succede”, di attese disattese, di acquisti e trattative non fatte e morte sul nascere. Dalla rincorsa al centrocampista di qualità della Juventus, tradita da Witsel e stoppata sui pochi obiettivi concreti (Tolisso e Luiz Gustavo, nomi spendibili per l’estate, ma non a metà stagione), con la conseguente virata sul ”normalizzatore” Rincon, alla spasmodica ricerca dell’esterno per quella Roma che fallito nel tentativo di chiudere subito Kessié, e proverà a rilanciare Grenier (reduce da anni drammatici): Depay era solo un sogno ad occhi aperti, Jesé voleva solo il ritorno a su casa, Musonda è stato bloccato da Conte, e anche Defrel si è presto rivelato un’illusione. Insomma, l’acquisto della Roma sarà Salah, che tornerà tra lunedì e martedì (con tutte le precauzioni da tenere coi rientranti dalla Coppa d’Africa): e i ”non succede” colpiscono tutto e tutti, con mezza Serie A che si è ritrovata col più classico dei cerini in mano. Citiamo ad esempio Crotone, Palermo, Genoa, il Milan che aveva perso Bonaventura e la Lazio lotitiana, che dopo la partenza di Leitner aveva solo quattro centrocampisti in rosa (compreso Milinkovic-Savic), e con quelli è rimasta senza neppure sbattersi troppo per cercare un rinforzo (dopo il ”no” di Raiola per Kasami, il mercato si è concluso).

E citando Palermo, Genoa e Crotone, non si può non introdurre un altro degli argomenti caldi di questo calciomercato. È stato infatti il mercato delle piccole che smobilitano, approfittando di una classifica che, a meno di miracoli impronosticabili o crolli da cineteca, ha già segnato un netto distacco tra le possibili retrocesse e il resto del gruppone, e anche tra la zona-Europa e il resto della classifica: nascono così svariate trattative degli ultimi giorni di gennaio, su tutte quella che ha portato Riccardo Saponara dall’Empoli ”balcanico” (che ha preso il promettente Zajc, Pejovic e il ’98 Arnel Jakupovic nel giro di 72 ore) alla Fiorentina. Difficilmente questo trasferimento ”toscano” si sarebbe potuto concretizzare senza una classifica così rassicurante (8 pti tra Empoli e Crotone, erano 11), e lo stesso vale per le mosse di Palermo e Genoa: i rosanero, vicini alla retrocessione, hanno ceduto i titolari Hiljemark (Genoa) e Quaison (Mainz) senza rimpiazzarli, i rossoblù invece hanno dato vita al classico copione della collaudata sit-com ”Vita da Preziosi”. Una rivoluzione invernale già scritta, che ha portato il Grifone a cedere i titolarissimi Pavoletti (Napoli), Ocampos (Milan) e Rincon (Juventus) e puntare sulle consuete scommesse: oltre ad Hiljemark, sono interessanti il colpo-Morosini, Taarabt (due assist domenica) e il prestito dell’ottimo Cataldi (senza diritto di riscatto), ma è anche preoccupante il mercato del Genoa, che di fatto si ritrova ad avere quattro centrocampisti centrali (tre e mezzo, Ntcham è un giocatore atipico) in un sistema (l’atipico 3-4-1-2 di Juric, con Rigoni o Hiljemark sulla trequarti) che ne impiega tre. Rivedremo Izzo in mediana? Pregate affinchè non succeda, lo farà anche lui.

E parlando di Ocampos, non si può non parlare di Milan: è stata una sessione di mercato ”drammatica” quella dei rossoneri, costretti a rinforzarsi senza avere un euro da spendere. Ne va da sè che Deulofeu riceva un’accoglienza da nuovo Messia, e il ”ratto” di Ocampos (ah, complimenti ai ”sapientoni” che l’avevano dato per saltato: a loro il premio ”Manie di protagonismo 2017”) diventi uno dei colpi ”di spicco” di questo calciomercato povero di emozioni: tutti si aspettavano una nuova mossa in extremis, con l’arrivo di un centrocampista per rimpiazzare Bonaventura, ma la realtà ci era sembrata subito chiara. La rosa del Milan, pur latitando di alternative credibili in alcuni ruoli (terzino sinistro, centrocampista di qualità), aveva comunque almeno due giocatori per ogni posizione: nasce così il grande ”nulla di fatto” di ieri. Perchè, quando Honda rifiuta persino la Premier League (Hull City) pur di andare a scadenza, non c’è nulla da fare.

Un nulla da fare che ben rappresenta il drammatico martedì sera del Crotone, una società che si è ritrovata a coprirsi di ridicolo nel tentativo di sostituire quel Palladino che era tornato al Genoa e da papà Juric: nella sola ultima ora di mercato (ovvero, 10 ore dopo aver chiuso Palladino: questa si chiama programmazione), i pitagorici hanno sondato mille profili diversi, ricevendo no in sequenza da Maniero (rimasto al Bari), Maxi Lopez, Cassano, Kean, Ganz (stoppato dalla Juventus), Lamantia e Ninkovic (che ha rifiutato anche l’Empoli). Lo sloveno Kotnik, classe ’95 con due reti in stagione nel modesto Nova Gorica, è stato il tappabuchi, ma non sembra il classico colpo da novanta (e non lo è neppure l’evanescente Acosty): e non lo sono neppure le ”grandi” trattative che hanno animato la scialba giornata di ieri, una giornata targata e firmata da Mino Raiola e dalla sua macchina rosso fiammante. L’agente di Donnarumma e Balotelli ha piazzato Kishna al Lille ed El Kaddouri all’Empoli, guadagnando anche il 20% dalla cessione (1.5mln) ai toscani e una forte commissione (le voci che girano parlano di 6mln) dal passaggio dell’olandese al LOSC (che ha battuto il Chievo, autore del colpo-Gakpé), che per instaurare definitivamente una collaborazione con Don Mino già partita con El Ghazi, ha fatto saltare il trasferimento di Gerson. Un giovane che non si muove (ma occhio al Brasile, approdo che potrebbe condividere con Hernanes), ma occhio a quelli che partono, e con destinazione Juventus: i bianconeri hanno messo nel loro ”carnet” Caldara (arriverà a giugno 2018) e Orsolini, e stavano per prendere anche Castellano (l’Atalanta non ha mandato i contratti firmati, è saltato sul gong), ”dimenticandosi” però di sostituire Evra, una mossa che ha stoppato il passaggio di Mattiello (e Mandragora) ad un Pescara diventato sempre più Juve-bis.

Operazioni per il futuro e investimenti sui giovani che coinvolgono anche l’Atalanta, che ha chiuso Fazzi (dal 2018), Santopadre e Mancini (da giugno) dal Pescara, la Sampdoria che ha preso Verre dal Pescara (autore di un acquisto ”strano” per la sua classifica con Cubas) e l’Udinese, che ha chiuso Lasagna: è un’Italia che prova a donarsi anche agli italiani, ma non si dimentica dei colpi d’oltreoceano, rappresentati alla grande da Trent Sainsbury, l’australiano approdato all’Inter dalla ”sorellina” Jiangsu, che ha così liberato un posto stranieri. È un colpo strano, quello legato a Sainsbury, che si gioca la palma di trattativa più insolita con quella che ha portato Mounier all’Atalanta: il francese era approdato al Saint-Etienne, ma è tornato in Italia dopo neanche 48 ore in virtù di alcune vecchie dichiarazioni contro l’A.S.S.E rilasciate ai tempi del Lione, coi tifosi dei Verts che minacciavano di linciarlo. Una situazione tra il tragicomico e drammatico, e parlando di drammi non possiamo non citare Alessio Cerci, rimasto all’Atletico Madrid e destinato ad altri sei mesi da emarginato: l’Henry di Valmontone è stato ”causa del suo mal”, facendo saltare le trattative con Bologna (che ha aveva chiuso per un prestito con ODR alla 10a presenza), Lazio e Pescara a causa della sua richiesta di un triennale da 1.5mln annui.

E, infine, è stato anche il calciomercato dei ritorni (Palladino al Genoa, Ibarbo al Cagliari, Ranegie a Udine) e dei prestiti con obbligo imperanti (Zaza, Niang, Gagliardini e non solo): un mercato che ha avuto un grande ”vincitore” di fondo. Non stiamo parlando di Raiola, ma dell’agente Giuseppe Riso, trionfatore di questa sessione con la sua GR Sports: è stato lui a portare Gagliardini all’Inter e Caldara alla Juventus, ma il suo raggio d’azione si è spostato ad altre operazioni riguardanti l’Atalanta (Gollini e Cristante), la Fiorentina (Sportiello), il Genoa (Beghetto) e il Palermo (l’addio di Quaison). E i prossimi saranno Petagna e Goldaniga, per il quale è fallita la trattativa col Sassuolo in extremis, coi neroverdi che avevano offerto 3.5mln e Zamparini che, temendo la furia dei tifosi, ha bloccato il suo gioiellino difensivo: è Riso l’MVP di questa sessione scialba, che ha regalato pochi colpi di rilievo e si è conclusa con l’ufficialità di Gabbiadini al Southampton (17mln+3 di bonus).

Ma non facciamoci ingannare dall’immobilismo di fondo dell’Italia calcistica: il mercato ”mondiale”, al netto delle follie cinesi, ha regalato qualche perla e qualche colpo di alto profilo. Abbiamo già detto di Jesé, ma per le grandi trattative, stavolta, bisogna guardare in Francia: Depay al Lione, Gonçalo Guedes e Draxler al PSG e Payet al Marsiglia, con la chiusura arrivata dopo la rottura con club e compagni (che l’avevano estromesso dal gruppo Whatsapp) e dopo le minacce di ‘‘spaccarmi i legamenti crociati apposta se resterò al West Ham”. Sono questi i grandi colpi di gennaio, con la Serie A che risponde con l’operazione Gagliardini e il nulla di fatto dei giorni della merla: spesso si dice ”non succede, ma se succede…”, ma nel calciomercato dello smemorato Bel Paese ci siamo banalmente scordati la seconda parte…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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