Come suona una grande Banda di ragazzi!

Creato il 30 luglio 2013 da Laperonza

Sentire sessantacinque ragazzini, età media 16,3 anni, esibirsi in piazza Della Libertà a Macerata come fossero un’orchestra sinfonica mantenendo la disinvoltura della big band e la leggerezza di una banda di ragazzi è qualcosa che, al di là della qualità dell’esecuzione, fa accelerare le pulsazioni. La Junior Band della Fondazione Marchesini, nata per raccogliere il meglio del meglio dei ragazzi che suonano nelle bande marchigiane, la crema di quella che ne è già la crema, i ragazzi che frequentano il campus estivo alla Domus San Giuliano, incanta un pubblico di amici, conoscenti, amanti della musica e semplici passanti che si fermano in piazza per assistere a uno spettacolo tutto sommato inconsueto.

La qualità della musica, dicevo. Beh, l’incoscienza con cui ci si approccia a Verdi in quella che è forse la composizione più bella della musica italiana, il Preludio al Primo Atto della Traviata e che, forse proprio per quella, oltre che per l’ottima preparazione, la fa suonare deliziosamente, il coraggio di eseguire il Coro dei Gitani del Trovatore senza una sbavatura, la maestria con cui si fa battere il piede al pubblico al ritmo di Mas Que Nada, la dicono lunga sulla qualità ma anche sull’impegno che questi ragazzi mettono nella loro passione, la musica.

Sì perché suonare richiede impegno, dedizione, amore. E l’amore per la musica, per lo stare insieme e per il proprio strumento lo si vede quando vedi una ragazzina di quindici anni aggiusta l’ancia del suo clarinetto con movimenti esperti, quando un ragazzone di sedici anni suona i timpani ballando e sentendo il ritmo dentro, quando tutti insieme sorridono e gioiscono del risultato ottenuto. Ottimo.

I nostri ragazzi, quelli di Montegranaro, erano al campus ma ancora non sono parte della Junior Band Marchesini. Non ci sono perché ancora non hanno raggiunto il terzo livello, quello più alto, quello che ti apre le porte della Banda e che è riservato solo ai migliori. Ma ci saranno presto, ne sono certo, visto come stanno crescendo, anche umanamente, visto come hanno cominciato ad impegnarsi seriamente, vista la presa di coscienza ormai comune di essere un insieme e che solo tramite il sentire comune e il condividere una passione si possono avere grandi soddisfazioni. E ci saranno anche e soprattutto grazie alla guida artistica e umana del loro maestro Antonio Riccobelli che li ha portati fin qui e li porterà ancora oltre.

Luca Craia


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