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COME UN GATTO IN TANGENZIALE di Riccardo Milani (2017)

Creato il 27 dicembre 2017 da Ifilms
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Scritto da Alessandro Pertile
Categoria: Recensioni film in sala
Pubblicato: 27 Dicembre 2017

Come-un-gatto-in-tangenziale

Riccardo Milani dirige nuovamente la moglie Paola Cortellesi (Un Boss in Salotto) e per la seconda volta Antonio Albanese, il famoso comico poliedrico, in Come un gatto in Tangenziale. Giovanni, intellettuale  impegnato e profeta dell’integrazione sociale, vive nel centro di Roma. Monica, ex cassiera, sopravvive nella periferia della Capitale. Sono due persone che vivono agli antipodi: lui in un mondo erudito dove tutti urlano all’integrazione senza mai averla vista nemmeno con il binocolo, lei la sopporta in un palazzone popolare tra persone di tutti gli angoli del mondo. Non si sarebbero mai incontrati, se i loro due figli non avessero decisero di fidanzarsi. Il loro unico obiettivo sarà quello di farli lasciare, consci delle insormontabili diversità che caratterizzano le loro vite.

L’inizio è questo, lo sviluppo e la conclusione sono già scritti, prevedibili e ovvi, con scontati cambi di mentalità da parte di entrambi i protagonisti. La tematica non è propriamente nuova e si comprende subito che, alla fine, questi due mondi, più o meno, si uniranno. Eppure il film, più che mostrare l’unione forzata di due realtà assolutamente opposte, ne osserva l’incontro, lo scontro e le conseguenze, regalando così una leggera nota positiva a un film che, altrimenti, sarebbe davvero troppo scontato. Una nota di merito va sicuramente ai due attori protagonisti che riescono a reinventarsi, in special modo Albanese, che si spoglia delle vesti classiche di uomo del popolo ignorante indossate in programmi e film (compresi quelli da lui diretti), per quelli di un uomo dotto posto davanti a dubbi sulla propria vita. 

Se per la maggior parte del tempo la pellicola incespica, si può notare una leggera spinta alla novità verso il finale, quando ci si allontana dalla classica e buonista visione di un "vissero tutti felici e contenti" per vedere i protagonisti cambiare la propria vita senza accettare tutto e giustificarsi dietro frasi fatte e stereotipate, ma avendo il coraggio di rinnovarsi e uscire dalla propria Comfort Zone. Le battute, minuscole situazioni che riescono a strappare due risate, ma proprio due, ci sono, ma non si urli al miracolo: siamo lontani dai film caciaroni, ignoranti e bassissimi come i vari cinepanettoni, ma nemmeno troppo, in una discreta e dignitosa via di mezzo.

Voto: 1,5/4 


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